Oggi il Giorno della Memoria è più necessario che mai necessario.  1 Febbraio 2026

A Trezzano Rosa il 31 gennaio l’Associazione Tes –Tempo e Spazio ha onorato il Giorno della Memoria con il Concerto multimediale “La Sonata di Auschwitz” del Maestro Maurizio Padovan: attraverso immagini e musica degli anni che vanno dalle leggi razziali (1938) alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945), si è parlato della politica di quel periodo e della conseguente tragedia della Shoah, con grande coinvolgimento emotivo del pubblico presente.


Il Giorno della Memoria non è solo una ricorrenza istituzionale: è piuttosto un dovere morale, un atto di consapevolezza e una promessa collettiva, mentre si ricorda la Shoah, lo sterminio sistematico di milioni di ebrei, insieme alle vittime di tutte le persecuzioni razziali e politiche del Novecento, nell’abisso dell’odio e nella complicità del silenzio. E, oggi più che mai, questo momento di riflessione ha una grande valenza, perché nel mondo sono in atto nuove guerre e conflitti che si alimentano di paura, fanatismo e vendetta, dagli scontri in Medio Oriente fino alle tensioni che coinvolgono varie nazioni del pianeta. Di fronte a questa realtà, fare memoria non basta: occorre considerare il passato con uno sguardo al futuro. Lo scopo del Giorno della Memoria è che la tragedia dell’Olocausto non venga dimenticata. “Mai più” non è solo uno slogan: è un impegno civile e universale.


Tuttavia, a ottantuno anni dalla liberazione dei campi di concentramento, il mondo sembra ancora incapace di imparare fino in fondo quella lezione. Gli stessi meccanismi (la disumanizzazione, la propaganda, la percezione dell’altro come minaccia) continuano a emergere sotto diverse forme. Nel contesto attuale, che vede la tragedia del conflitto israelo-palestinese, la Memoria assume una dimensione dolorosa e controversa: commemorando le vittime della Shoah, non possiamo ignorare la sofferenza di chi oggi subisce la guerra e la violenza. Ma come tenere insieme la memoria di un popolo perseguitato con l’empatia verso tutti i civili innocenti, di qualunque nazionalità o religione?
Non è semplice, ma proprio nella Memoria possiamo trovare le risposte. Ricordare la Shoah significa rifiutare ogni persecuzione, ogni disumanizzazione, ovunque essa avvenga. Significa riconoscere che nessuna giustizia può nascere dal dolore inflitto ad altri. La Memoria non appartiene a un solo popolo, ma all’intera umanità: è un atto che ci richiama alla responsabilità. Celebrare oggi il Giorno della Memoria, mentre il Medio Oriente è lacerato da distruzioni, significa avere il coraggio di ricordare la sofferenza umana di ieri e il dovere di non essere indifferenti di fronte al dolore di oggi: una Memoria viva è capace di interrogare il presente per ispirare azioni concrete. Non basta ricordare per non ripetere: bisogna educare, dialogare, costruire ponti. Il Giorno della Memoria dovrebbe essere anche un’occasione per rinnovare il valore della mutua tolleranza, del dialogo interreligioso, della solidarietà internazionale. Nel mondo globalizzato di oggi, la pace non può essere costruita da una sola parte: è un processo che richiede ascolto, comprensione reciproca e volontà politica. Però le guerre contemporanee ci mostrano quanto fragile sia la pacifica convivenza.


Eppure, nonostante tutto, la speranza è possibile. Ogni volta che un insegnante spiega ai suoi studenti cosa significa il genocidio, ogni volta che un giovane decide di informarsi, invece di odiare seguendo opinioni altrui, la Memoria trova la sua ragione di esistere. È in quei gesti quotidiani che il “mai più” diventa reale.
Il Giorno della Memoria ci invita a scegliere da che parte stare: dalla parte dell’Umanità. Non serve schierarsi con qualcuno contro qualcun altro: serve schierarsi per la vita, per la dignità, per la Pace. Il futuro non è scritto: dipende da quanto sapremo imparare dal passato. Se la Memoria diventa occasione di empatia universale, allora anche nei tempi più bui potrà ancora germogliare la speranza, quella speranza che, nonostante tutto, continua a essere la vera forza dell’Uomo.

    

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