I libri sono beni essenziali, ma le biblioteche restano chiuse!


Il DPCM del 3 novembre 2020 ha stabilito che fino a nuove disposizioni le biblioteche rimarranno chiuse al pubblico, mentre le librerie sono aperte, in quanto i libri sono da considerare un bene necessario. Ma se i libri sono “beni essenziali” perché le biblioteche vengono chiuse? Questa stessa perplessità è stata espressa dalla Presidente dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) in una lettera indirizzata 

 Al Ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, On. Dario Franceschini

 Al Ministro per la Salute, On. Roberto Speranza

 Al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, On. Francesco Boccia

 Al Ministro dell’Istruzione, On. Lucia Azzolina

 Al Ministro dell’Università e della Ricerca, Prof. Gaetano Manfredi 

Condividendo il contenuto della missiva, riportiamo qui una sintesi della lettera, che bene sottolinea la necessità di mantenere attive le biblioteche,  secondo protocolli di sicurezza, anche durante i lock down.


             “Illustri Signori Ministri,
come da più parti è stato ricordato, i libri sono beni essenziali, perché sono strumenti primari di apprendimento, di ricerca, di conoscenza, perché stimolano l’immaginazione e la capacità di elaborazione critica e di espressione del pensiero, perché moltiplicano le opportunità di trovare soluzioni ai problemi propri e degli altri, perché sono compagni di viaggio che aiutano a leggere il mondo oltre l’orizzonte dell’esperienza quotidiana individuale, a non sentirsi soli, ad affrontare la solitudine, le paure, le difficoltà che oggi più che mai affliggono le nostre esistenze e che rischiano di schiacciare i destini di coloro che sono fisicamente, socialmente o culturalmente più esposti. I libri sono tanto essenziali che il recente DPCM del 4 novembre per il contrasto alla pandemia da COVID-19 prevede che le librerie restino aperte anche nelle “zone rosse”, esposte al più alto rischio di diffusione del contagio. Lo stesso DPCM ha però disposto la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei, delle mostre “…. e degli altri istituti e luoghi della cultura”, e quindi anche delle biblioteche... 
Le biblioteche dove non si paga per leggere o per avere in prestito un libro, perché una grande conquista della democrazia è che tutti, ma proprio tutti, hanno diritto di accesso alla conoscenza...
In tempi di crisi economica l’uso delle biblioteche e in particolare del prestito bibliotecario ha sempre registrato valori in aumento. Naturalmente questo succede dove le biblioteche sono aperte e funzionano e comprano libri e li mettono a disposizione.
Le biblioteche che servono agli studenti …. le biblioteche che servono ai bambini, agli anziani, agli adulti, alle famiglie….
Le biblioteche che però in Italia … sono assimilate ai musei, come se la loro funzione prevalente non fosse organizzare servizi per l’accesso alla cultura, ma esposizioni di reperti…
Abbiamo letto gli appelli accorati di numerosi intellettuali per la riapertura delle biblioteche … che durante il primo lockdown sono state forse il settore pubblico complessivamente tra i più “resilienti”, più vicini ai cittadini di tutte le età….
I numeri ci dicono che si sono moltiplicate le attività di assistenza bibliotecaria personalizzata …. e si sono moltiplicati, in certi casi raddoppiati, gli accessi del pubblico alle fonti digitalizzate e a quelle digitali….
Ma durante il primo lockdown abbiamo avuto anche la prova evidente di quanto essenziale sia tuttora il prestito bibliotecario “tradizionale”, … per soddisfare i bisogni dei nostri nostri studenti, dei nostri ricercatori, dei nostri bambini, dei nostri anziani, dei nostri concittadini...
Non comprendiamo perché impedire il prestito dei volumi, gestito con tutte le dovute cautele a tutela della salute degli operatori e del pubblico. …
Siamo certi che a voi Ministri e a tutto il Governo nazionale stia a cuore quanto sta a cuore a noi l’obiettivo della partecipazione di tutti alla vita culturale del paese e lo sviluppo di strategie e servizi per promuovere uguaglianza dei diritti e pari opportunità di accesso alla conoscenza.
Da parte nostra, come Associazione Italiana Biblioteche, continueremo ad impegnarci per la crescita professionale dei bibliotecari e per la costruzione di servizi bibliotecari e per promuovere una sempre maggior consapevolezza del loro ruolo nella crescita culturale del nostro paese, volano essenziale per la ripartenza.

                                              Il Presidente AIB
                                                  Rosa Maiello
Roma, 5 novembre 2020”


Non si può che concordare con quanto espresso dalla Signora Maiello nella sua missiva, auspicando che i Signori Ministri tengano conto di queste giuste osservazioni.