La Giornata della Memoria 2022 a Trezzano Rosa.

Domenica 30 gennaio l’Associazione TeS – Tempo e Spazio, al Centro Marengoni di Trezzano Rosa, ha onorato l’impegno per la Giornata della Memoria. Tredici lettori si sono avvicendati nell’interpretazione di una serie di letture, intitolata “La parola ai Protagonisti: Voci dall’Olocausto”.
Per riportare alla memoria quanto è stato, abbiamo prestato le nostre voci a chi è sopravvissuto o a chi è stato testimone del periodo della Shoah.
Pur ricordando i milioni di vittime dei campi di sterminio, abbiamo parlato di quei prigionieri che riuscirono a sopravvivere e che, quando la guerra finì tornarono, irriconoscibili nel corpo e nell’animo, alle loro città, dove poterono ricongiungersi con quello che rimaneva delle famiglie, se qualcuno ancora c’era. Pian piano, quegli uomini e quelle donne ritornarono alla loro vita, in silenzio, con la volontà di dimenticare ciò che avevano subito e l’orrore di cui erano stati testimoni. Pochi, come Primo Levi, presero a raccontare fin da subito la prigionia. Gli altri preferivano tacere, perché il ricordo era troppo doloroso.
Solo dopo anni, tanti sopravvissuti iniziarono a testimoniare, come se fossero diventati coscienti di un obbligo verso le future generazioni e verso le vittime dell’Olocausto, che non dovevano cadere nell’oblio.
I ricordi dei testimoni diventarono così “voci potenti”, che volevano rendere giustizia a chi voce non aveva più; e i racconti diventarono monito contro la violenza, per un avvenire di pace.
Nella giornata dedicata alla Memoria 2022 l’associazione TeS ha dato voce non soltanto a sopravvissuti ai campi di sterminio e a gente scampata al pericolo: in modo non convenzionale abbiamo parlato anche di alcune persone che furono definite “carnefici”, come pure, per contrappunto, di uomini riconosciuti come “Giusti” e di persone da loro “salvate”, grazie alla scelta di seguire il proprio interiore senso di Giustizia, in un momento in cui scegliere era difficile.
Le “Vittime dell’Olocausto” subirono l’orrore per colpa di un’altra categoria di protagonisti di quella triste pagina di Storia: i cosiddetti “Carnefici”, scaturiti dalla società del loro tempo.
Perché Hitler non è piovuto dal cielo: c’è stata un’intera società civile che lo ha eletto e sostenuto. C’è stato un intero sistema educativo a sostegno di politiche aberranti. Per comprendere come l’inverosimile sia potuto realmente accadere, abbiamo interpretato alcune testimonianze di donne e uomini che furono responsabili di crimini contro l’Umanità.
Carnefici come Rudolf Hoss, che fu il responsabile dell’utilizzo dello Zyklon B, un disinfestante per parassiti, per eliminare i prigionieri, o come Walter Reder, detto “il boia di Marzabotto” erano il frutto dell’educazione spietata che era stata loro impartita ed erano stati forgiati in modo deviante dal sistema sociale che li aveva generati. Queste considerazioni non sono scusanti che diminuiscono le personali colpe, ma vanno tenute presenti per comprendere come l’Olocausto sia potuto accadere, sottolineando comunque come la responsabilità di ciascun individuo non venga mai meno: ciascuno è responsabile delle proprie azioni, indipendentemente da ogni ragione esterna. Così come ciascuno è responsabile delle non azioni, della mancanza di presa di posizione e dell’indifferenza.
Liliana Segre, Senatrice a Vita e Cittadina onoraria di Trezzano Rosa, ha voluto che questa parola fosse scolpita all’ingresso del Memoriale della Shoah di Milano, sorto su quel binario 21 della Stazione Centrale da cui partirono i vagoni da bestiame pieni di donne, uomini, bambini diretti ai lager. La Segre nella sua ultima conferenza pubblica ha detto:“Quando mi chiedono come sia potuto succedere, io rispondo con questa parola: INDIFFERENZA. Se pensi che una cosa non ti riguardi e ti volti dall’altra parte, è lì che inizia l’orrore. Quando il 30 gennaio 1944, con mio padre e altre 603 persone fummo trasportati sui camion da San Vittore al binario 21, le finestre delle case milanesi restarono chiuse. Ma non fu solo Milano a essere indifferente: fu indifferente il mondo”.
Ed è proprio questo il punto cruciale: forse, una società non indifferente avrebbe potuto fare la differenza … Purtroppo ciò che è accaduto è ormai Storia. Ma ci auguriamo che la Giornata della Memoria non sia solo una celebrazione istituzionale fine a se stessa, e possa invece servire a mantenere vigili le coscienze per la difesa della Pace e della Giustizia, perché ciò che è potuto succedere non si riproponga in qualche altra forma… mai più. Questo chiedono le voci dall’Olocausto che abbiamo interpretato e ascoltato.

 

 

            

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