Agosto se ne è andato lasciandoci i ricordi delle vacanze, ma Settembre rimane ancora caldo. Questo favorirà un’ottima vendemmia per la produzione di vini italiani di annata eccezionale. Molti di noi hanno approfittato del periodo di vacanza per fare una passeggiata sulle vie perpendicolari del Decumano e del Cardo nel grande sito espositivo dell’Expo Universale e forse, proprio sulla scia dell’Expo 2015, oggi apprezziamo maggiormente la produzione agricola delle nostre campagne e i vini D.O.C. di qualità.

Fin dalle civiltà assira e babilonese, e poi nella Grecia classica, in Persia e quindi nell’Europa cristiana, alla vite e al vino si è sempre attribuito un valore simbolico e culturale. Poeti e scrittori hanno dedicato al mondo del vino composizioni di grande fascino, e la cultura popolare ci ha lasciato le canzoni delle osterie e del dialetto che, a volte, come nel caso di Carlo Porta, sono diventate poesia.

Ecco alcuni suoi versi dedicati al “licor divino di Bacco”:
BRINDES DE MENEGHIN A L’OSTARIA di C. Porta
Che Toccaj, che Alicant, che Sciampagn,
che pacciugh, che mes'ciozz forester!
Vin nostran, vin di noster campagn,
ma legittem, ma s'cett, ma sinzer,
per el stomegh d'on bon Milanes
ghe va robba del noster paes.
Nun che paccem del bell e del bon,
fior de manz, de vedij, de cappon,
fior de pan, de formaj, de butter,
no emm besogn de fà el cunt coj biccer,
e per quest la gran mader natura
la s'è tolta la santa premura
de vojann giò de bev col boccaa
fior de scabbi passant e salaa,
fior de scabbi mostos e suttir
di nost vign, di nost ronch, di nost fir.
 
Traduzione:
 
Che Tocai, che Alicante, che Champagne,
che intrugli, che misturazze forestiere!
Vino nostrano, vino delle nostre campagne,
ma legittimo, ma schietto, ma sincero,
per lo stomaco d'un buon Milanese
ci va roba del nostro paese.
Noi che pappiamo del bello e del buono,
fior di manzi, di vitelli, di capponi,
fior di pani, di formaggi, di burro,
non abbiamo bisogno di fare il conto coi bicchieri,
e per questo la gran madre natura
si è tolta la santa premura
di vuotarci da bere col boccale
fior di vini digeribili e frizzanti,
fior di vini pastosi e leggeri
delle nostre vigne, delle nostre terrazze, dei nostri filari.
 

Dunque brindiamo anche noi con un buon bicchiere di vino, scelto secondo il nostro gusto e secondo l’occasione. Mezzo bicchiere di vino nero o bianco a pasto o un calice di spumeggiante “licor divino” per festeggiare insieme favoriscono la convivialità e la digestione. Senza dimenticare però che bere tanto fa male e bere male fa peggio: quindi il vino deve essere di buona qualità e in limitata quantità.

Prosit!

     

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