L’Intelligenza Artificiale non è solo un ENIGMA. Gennaio 2024

Una nuova rivoluzione da anni sta cambiando il mondo: è l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA), che nell’ultimo decennio ha avuto un forte impulso, influenzando molti aspetti della nostra quotidianità. Questa disciplina delle scienze informatiche è nata negli anni ’50 per lo sviluppo di sistemi software e hardware con capacità simili a quelle umane, quali il ragionamento, l’apprendimento, la progettazione e la creatività. Negli ultimi anni si è passati dallo sviluppo teorico all’applicazione pratica: le tecnologie di IA hanno affiancato la Robotica, branca dell’ingegneria che studia e sviluppa robots per l’automazione, soprattutto in ambito industriale. Le due discipline sono complementari ma, mentre la Robotica si applica alle parti meccaniche dei robots, l’IA tratta l’elaborazione di algoritmi software finalizzati all’apprendimento e al ragionamento autonomo.
La nuova rivoluzione sta generando mutazioni maggiori di quelle avviate dalle rivoluzioni industriali. Perciò la Psicologia si sta ponendo interrogativi sulle conseguenze derivanti dall’interazione tra persone e software in grado di “pensare”. Si palesa che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale causerà una progressiva diminuzione di lavoratori e lavoratrici della classe media, sempre più sostituibili da strumenti tecnologici di ultima generazione (si calcola fino al 30% dell’attuale forza lavoro mondiale), portando milioni di persone alla disoccupazione o a dover cambiare settore di lavoro. Le tecnologie guidate da intelligenza artificiale stanno avanzando in molti campi: dalla medicina all’informazione, dal settore produttivo alla gestione delle risorse umane. L’IA è infatti divenuta anche protagonista dei colloqui di lavoro, grazie a interviste efficienti basate su algoritmi in grado di processare il linguaggio naturale e addirittura di analizzare i sentimenti e le opinioni dell’intervistato. Ma quali sono le conseguenze psicologiche che potrebbero derivare da questa rivoluzione? Sembra che la nuova tecnologia intelligente sia sempre più percepita come minaccia alla stabilità lavorativa ed economica, causando anche una certa disistima identitaria da parte di chi si sente messo a paragone con l’intelligenza artificiale delle macchine con cui si trova a interagire.
Le applicazioni dell’IA non daranno però solo effetti negativi, perché aiuteranno l’uomo nello svolgimento del proprio lavoro, con una maggiore efficienza e riducendo la fatica e i tempi necessari. Stanno quindi cambiando le modalità e i tipi di lavoro che le persone svolgeranno, grazie anche ai grandi investimenti sulle nuove tecnologie.
L’anno che si è appena concluso è stato definito l’anno dell’Intelligenza Artificiale e il 2024 manterrà lo stesso andamento nello sviluppo della roboticae di software intelligenti in tutti i campi. Ostacolare questo trend non sarà possibile, ma bisognerà lavorare per limitare al minimo i danni, sia dal punto di vista sociale che individuale, valorizzando i vantaggi che potranno derivare per l’Uomo dalla nuova rivoluzione tecnologica.
Nel 2024 ricorre il settantesimo anniversario della morte di Alan Turing, considerato il padre dell’Intelligenza Artificiale per aver messo a punto la macchina ENIGNA, un calcolatore automatico che, durante la Seconda guerra Mondiale, permise di decriptare il codice dei messaggi inviati dai Nazisti per pianificare gli attacchi militari. L’IA della macchina di Turing ebbe quindi un grande ruolo per l’esito della guerra. Ciò nonostante Turing non fu onorato come avrebbe meritato, a causa delle sue personali inclinazioni sessuali allora punite dalla legge, e tale situazione lo portò al suicidio all’età di 42 anni. Oggi la sua genialità è riconosciuta da tutti, non solo per la macchina Enigma, ma anche per i suoi successivi studi sull’Intelligenza Artificiale e sulla Scienza cognitiva, basati sul confronto del pensiero artificiale con quello umano, attraverso l’analisi della fisiologia del funzionamento del cervello. In questo senso l’IA può essere considerata un’estensione delle modalità di espressione del pensiero umano e cioè un’emanazione della nostra intelligenza. E sicuramente spetta all’Uomo sciogliere l’enigma della futura direzione delle applicazioni e mantenere il controllo degli effetti di ciò che la sua mente ha prodotto.

Auguri di Buon Anno

da Odv Associazione culturale Tempo e Spazio

            

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