Parliamo di “metaverso”.

 

Che cos’è il metaverso? In parole povere è uno spazio virtuale molto simile alla realtà. Per la fantascienza il metaverso è mondo universale immersivo, facilitato dall'uso di visori per la realtà virtuale e la realtà aumentata, che esiste nella rete digitale attraverso la connessione online.
Il termine "metaverso" è nato nel romanzo di fantascienza di Neal Stephenson “Snow Crash” del 1992, come combinazione di due termini:
- 1) il suffisso "meta", che deriva dalla "Metafisica" di Aristotele, che circa 2.500 anni fa trattava di ciò che va “oltre la fisica”. Il termine fu poi adottato per designare scienze o teorie riguardanti zone di studi scientifici che trascendono i confini prestabiliti (ad esempio metalinguaggio, metamatematica, ecc.)
- 2) la parola "universo".
Stephenson nel suo romanzo aveva caratterizzato il Metaverso come un'immensa sfera nera di 65536 km (216) di circonferenza, tagliata in due all'altezza dell'equatore da una strada percorribile su di una monorotaia con 256 (28) stazioni, ognuna a 256 km di distanza. Su questa sfera ogni persona può realizzare/acquistare in 3D ciò che desidera: negozi, uffici, case, opere d’arte e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti online.
Quella di Stephenson è una visione futuristica dell'internet moderna, frequentata dalle fasce della popolazione medio alte, dove la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla “risoluzione” del proprio avatar (da quelli in bianco e nero dei terminali pubblici, a quelli in 3D dei ricchi).
Nel metaverso che si va delineando oggi (anche ad opera di diversi colossi commerciali della tecnologia), un ruolo fondamentale lo avranno i creators, che ideeranno e realizzeranno digitalmente quello che oggi viene fabbricato fisicamente.
Per quanto il metaverso sia ancora un progetto in corso, cominciano a delinearsi le caratteristiche essenziali: si tratta di spazi tridimensionali virtuali dove gli utenti si muovono liberamente utilizzando degli avatar: vi si può giocare, creare, lavorare e anche concludere accordi commerciali, utilizzando valute virtuali oppure reali.
Il metaverso è in pratica una struttura tecnica condivisa e gli spazi virtuali possono essere creati dagli utenti stessi, che li mettono a disposizione di altri utenti.
Per rendere possibile il collegamento tra lo spazio reale e quello digitale si usano la realtà aumentata e tecnologie di realtà ibride. Alla base degli spazi virtuali ci sono degli standard tecnici compatibili, protocolli e anche leggi che ne regolano l'uso.
Negli ultimi mesi del 2021 Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook e proprietario dell’ Azienda di servizi digitali Meta , ha lanciato nel mondo digitale il suo “Metaverso”, definendolo come la nuova frontiera della connettività e della comunicazione. Oggi varie altre piattaforme offrono servizi analoghi. Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo spazio del metaverso non è multiplo, in quanto è previsto che si possa passare da una “stazione” all’altra liberamente, secondo i principi della “globalizzazione”: da qualsiasi zona del metaverso si dovrebbe poter raggiungere ogni altra zona, con fruizione degli “spazi” messi a disposizione di tutti.
In pratica sarà uno spazio immersivo, tridimensionale e accessibile tramite connessione internet e visori, che consentirà nuove forme di interazioni tra gli esseri umani.
Possiamo vederlo come un’evoluzione naturale dei social, quasi un mondo parallelo a quello reale, che scorre quotidianamente e che diventerà un’esperienza innovativa, con un’economia propria.
Quindi cosa succederà nel metaverso? Potremmo ipotizzare che ognuno di noi avrà un avatar che lo rappresenta, in cui si potrà identificare: grazie a visori immersivi il nostro avatar si relazionerà con altre persone in aree differenti da dove si è fisicamente, attraverso un’infrastruttura di rete potente, che permetterà connessioni sempre più veloci.
Tutte le persone potranno arricchire il proprio avatar con prodotti, accessori e vestiti virtuali esattamente come acquistiamo prodotti, accessori o vestiti reali. Già oggi molti videogiochi ne prevedono la vendita e le maggiori aziende videoludiche vendono questo tipo di prodotti virtuali per avatar (le cosiddette skin). Da non sottovalutare è il potenziale di mercato che questo nuovo mondo potrebbe aprire (ad esempio per la compravendita di arte digitale).
Il metaverso rappresenterà quindi uno sviluppo ancora più immersivo del mondo social, con il pericolo di tenere gli utenti incollati agli schermi ancor più di oggi. Ci saranno però anche benefici nella realtà virtuale del Metaverso: i meeting di lavoro a distanza saranno più interattivi e realistici. Inoltre le persone che si trovano costrette a vivere a distanza per svariati motivi, potranno, invece che videochiamarsi, incontrarsi nel Metaverso e, per esempio, visitare insieme un luogo, un museo o altro, ricavando quasi la stessa emozione che si avrebbe stando insieme nella realtà. A patto che questa modalità di incontro non diventi l’unica e che si continuino ad avere anche interazioni fisiche nel mondo reale! Cosa potrebbe succedere infatti se le persone iniziassero a preferire il mondo virtuale a quello reale? Sono molti i ragazzi che non si sentono a proprio agio con il loro corpo o che sono così timidi da chiudersi alle altre persone: e se si sentissero meglio o più liberi nel mondo virtuale del metaverso? Non è difficile pensare che aumenterà il numero di persone che si chiuderanno in casa senza interagire con altri esseri umani per periodi molto lunghi, favorendo l’instaurarsi di un'enorme coscienza collettiva globalmente influenzabile, in un mondo distopico controllato non dall’uomo, ma da ciò che lui stesso ha creato. Da tutto ciò nascono perplessità che fanno diffidare della realtà virtuale del metaverso.

 

Articolo parzialmente estrapolato da Wikipedia

 

            

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