Marzo Donna: pensieri sulla realtà femminile di ieri e di oggi.  


A Trezzano Rosa da un po’ di anni c’è la consuetudine di dedicare alle donne non soltanto la giornata dell’8 marzo ma l’intero mese. E nell’ambito del programma di Marzo-Donna 2023, domenica 12 marzo 2023 a Villa Ida lo scrittore Luigi Barnaba Frigoli ha magistralmente presentato il suo nuovo romanzo: “Guerriera: romanzo storico sull’incredibile storia di Bona Lombardi”. Protagonista del libro è un personaggio femminile realmente vissuto nel ‘400, che si potrebbe definire una “femminista ante litteram”, perché in tempi in cui non veniva dato nessun margine alle scelte di vita delle donne, ebbe l’ardire di diventare una combattente di ventura, ricoprendo ruoli e dedicandosi ad imprese che solo gli uomini erano soliti affrontare, con un cipiglio e una forza d’animo che la società maschilista del suo tempo non riusciva ad attribuire al “gentil sesso”.
A questo proposito, tra le letture estrapolate dal libro che sono state lette in sala, il seguente stralcio di una lettera bene attesta tra le righe il pensiero dominante della società del ‘400.

… Quando mai, nella storia, si è sentito di cinque galee e altri venti navigli minori condotti da un fiume a un lago attraverso le montagne? Ma qui a Milano sono arrivati particolari succulenti di questa impresa mirabile…
La trovata veneziana di aggirare i blocchi sui fiumi posti dalle forze milanesi … è figlia della fantasia di due ingegneri esperti di navigazione…
La flottiglia ha lasciato Venezia lo scorso inverno, ha risalito il corso dell’Adige fino a Rovereto e lì ha sbarcato un esercito di falegnami, muratori, carpentieri, guastatori, facchini e spaccapietre. Un’armata di alacri formiche che ha cominciato a disboscare, scavare, dissodare, levigare e sgombrare, costruire argani e altre macchine approntando infine una strada di tronchi dove far scorrere le stesse navi da cui sono state condotte fin lì su per le pendici, attraverso il passo di San Giovanni.
Ora, già che sei comodo, versati pure un bicchiere, amico mio, perché sto per farti ridere. Del resto, si sa, i motti di spirito si godono appieno con in mano una coppa. Dopo aver predisposto tutto, dopo aver spianato la strada fin quasi alla cima e avvolto le navi in un immenso groviglio di funi, Pietro Zeno e il Gattamelata, generali veneziani, e gli altri capitani, coadiuvati dai due ingegneri che per primi hanno progettato l’ardito stratagemma, hanno dato ordine di iniziare a tirare. In centinaia hanno allora afferrato le funi, cercando di trainare in salita i navigli. Dopo nemmeno un miglio, però, la titanica impresa si è disperatamente arenata, con tutta la gente di fatica, i fanti e gli operai ad accasciarsi, stremati dall’immane sforzo. A quel punto ingegneri e comandanti si sono guardati gli uni con gli altri negli occhi. Si sono chiesti: «E ora come si fa? Di miglia da percorrere sui monti ce ne sono altre undici!».
Insomma, pensa e ripensa, calcola e ricalcola, prova e riprova, alla sera del primo giorno se ne sono tutti andati a dormire senza avere la minima idea di come uscirne. E hai voglia a invocare san Giuseppe, patrono dei falegnami, sant’Espedito protettore dei navigatori, o il santo Bernardo nelle cui mani si mette chi va per monti: sarebbero rimasti lì per giorni, settimane, mesi o anni, se la soluzione al rompicapo non fosse arrivata loro da chi non si sarebbero mai aspettati.
A regalare a generali, ammiragli, ingegneri, architetti, capimastri e magistri vari la chiave per risolvere l’enigma è stata... una donna! Il nome di questa dea ex machina è Bona Lombardi…

Ma perché dovrebbe far ridere che una donna sia l’artefice di imprese e di idee innovative? Certo, qui si parla di una società medievale: da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma, in 600 anni di storia, è veramente cambiato il modo di giudicare le donne?
Se ancora oggi parlando di genere femminile lo si definisce ”sesso debole”, se ancora le percentuali di donne che ricoprono posizioni preminenti è così basso da giustificare il ricorso alle cosiddette "quote rosa", per avere la certezza che le donne siano sufficientemente rappresentate, se ancora si pensa al “gentil sesso” come dedito essenzialmente a ruoli di cura, a lavori subordinati e non di comando, siamo certi che il modo di pensare della società attuale sia così diverso da quello del periodo medievale? Le donne sono circa il 50 per cento dell’umanità. E dunque perché oggi stupirsi se, ad esempio, a capo della Commissione europea o di una nazione oppure di un partito viene eletta una donna? Dovrebbe esserci il 50 % di probabilità che lo sia e quindi è strano che ci sia ancora stupore o che la carica assegnata ad una donna faccia notizia. Le femministe di qualche decennio fa, quelle che hanno introdotto il modo di vestire unisex, e che hanno avviato la società alla liberazione dal patriarcato, avrebbero molto da ridire oggi anche sulla attuale considerazione del corpo femminile, figlia di certe televisioni che affidavano alle ragazze ruoli da belle statuine svestite, di vallette procaci senza opinioni. Perché nella valutazione di un uomo la bellezza è sempre marginale, mentre alle donne è richiesta la bella presenza? Stereotipi e vecchi modi di rapportarsi con le donne fanno spesso dimenticare che noi siamo sempre persone, indipendentemente dal sesso. Certo, uomini e donne sono diversi per alcuni aspetti, ma tali differenze perlopiù non dovrebbero essere considerate al di fuori delle relazioni strettamente private e personali. Sia femmine che maschi dovrebbero avere pari opportunità per educazione, istruzione, lavoro e tutto ciò che comporta il diritto al Ben-essere. E’ innegabile che, almeno in Occidente, rispetto ai tempi di Bona Lombardi ci sia stato un netto miglioramento in questo senso e che oggi le donne siano più libere, ma molta strada c’è ancora da fare per i Diritti delle donne, in modo da avere tutti, maschi e femmine, le stesse opportunità: dalle retribuzioni paritarie alle possibilità di carriera, dalla divisione dei compiti parentali alla collaborazione per i lavori domestici, dalle occasioni di dedicarsi ai propri interessi alla probabilità di realizzare i propri sogni. E per progredire in questo cammino bisognerà che le donne continuino ad essere un po’ “guerriere”, con impegno e ottimismo, nonostante tutto. Specialmente in quei Paesi dove ancora oggi, con l'alibi di una tradizione stagnante o per una grave involuzione culturale, uomini si arrogano catastroficamente il potere di negare i diritti fondamentali alle donne e alle bambine. Ma questa è un'altra "storia"...

            

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