Scrivere che passione!

A Trezzano Rosa Mercoledì 25 maggio 2022 la Biblioteca Don Milani ha presentato un incontro dedicato alla passione per la scrittura. Ospiti della serata due concittadini che hanno pubblicato alcuni libri: per il genere narrativo ha intrattenuto il pubblico Ferruccio Garlando, autore di alcuni romanzi (l’ultimo intitolato “Il gioco delle parti”) , mentre per il genere della Poesia era presente Francesca Fugini, autrice di “100 poesie”.
L’idea dell’incontro è nato dalla constatazione che anche a Trezzano Rosa molte persone amano dedicarsi alla scrittura, utilizzata quasi come forma di meditazione, che aiuta a capire meglio se stessi, gli altri e il mondo in cui viviamo. Ognuno ha personali motivazioni per cimentarsi in quest’arte: scrivere può essere un semplice passatempo che aiuta nei momenti di solitudine o di noia, oppure un impegno preso con se stessi per comunicare qualcosa agli altri, o per metabolizzare ciò che avviene intorno a noi alla luce di approfondite considerazioni. Ma può essere anche un semplice esercizio di forma oppure una scrittura che nasce dal bisogno di dire qualcosa che con i discorsi non riusciamo a comunicare come vorremmo. A seconda delle personali inclinazioni, il genere scelto per le nostre pagine può per esempio essere quella del romanzo o del racconto breve, della poesia o della filastrocca per bambini, dell’articolo o di semplici annotazioni, oppure della biografia o del diario. E il modo di scrivere varierà di conseguenza, anche in base a chi si vuole rivolgere il nostro scritto: a sé o agli altri, ai bambini o agli adulti, agli amici e a chi ci è vicino o a un pubblico più vasto.
Quando scriviamo senza pensare alla eventuale pubblicazione, non ha importanza che la forma sia perfetta. Ma anche ciò che si annota frettolosamente può in un secondo tempo essere rivisto e corretto in una forma più presentabile. Quindi per scrivere non occorre essere letterati: basta metterci passione. A volte, quando si rileggono dei propri scritti a distanza di tempo, si sente la necessità di modificare in parte addirittura il contenuto, perché ognuno di noi cambia col passare del tempo e delle esperienze e con noi possono trasformarsi anche le idee. Confrontarsi con se stessi di qualche anno prima può sorprenderci per come eravamo o per come siamo diventati, in meglio o in peggio; e questo può aiutare a instaurare un dialogo più aperto con le generazioni più giovani. La scrittura quindi fa bene: sembra che il piacere di scrivere sia stato molto apprezzato nei recenti periodi di lock-down, in cui forzatamente abbiamo dovuto rinunciare alla solita vita sociale e lavorativa. D’altra parte è sempre stato riconosciuta alla scrittura un potere quasi taumaturgico e catartico in situazioni di difficoltà e addirittura terapeutico in periodi di malattia.
Senza velleità di diventare tutti scrittori, se amiamo annotare i nostri pensieri, non lasciamoci condizionare da pregiudizi e da mancanza di autostima: tutti possiamo scrivere e se raccoglieremo il frutto delle nostre annotazioni in una cartelletta o, più al passo con i tempi, in un file, anche a distanza di anni potremo avere ricordi vividi di ciò che abbiamo fatto, pensato e vissuto strada facendo. Sulla scia del filosofo Cartesio si potrebbe dire “Scribo, ergo sum”; ma, per andare incontro al bisogno di scrivere per “dimostrare di esistere”, sicuramente è meglio annotarsi i pensieri in modo esteso e ragionato, piuttosto che inondare con brevi frasi i vari social, in modo spesso istantaneo e istintivo, commentando impropriamente su tutto e tutti. Perché è bene tener presente che, nel bene e nel male, "verba volant, scripta manent".

BUONA ESTATE A TUTTI !

da Associazione Tempo e Spazio

            

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