XXV Aprile: oggi come ieri Viva la Pace!

Il 25 aprile a Trezzano Rosa davanti al monumento “al Partigiano”, sito nel giardino della scuola di Via Colombo, la gente del corteo giunto al seguito della Banda Santa Cecilia, unita alle persone che avevano partecipato alla “Staffetta partigiano in bicicletta" organizzata dall’Associazione ANPI, ha seguito con commozione la cerimonia istituzionale e i discorsi commemorativi della Liberazione del 25 Aprile 1945.
Il pensiero comune era rivolto ai valori della Libertà e della Pace, in momento in cui l’Europa è attanagliata dalla guerra in Ucraina, un conflitto che ha riportato alla ribalta gli orrori compiuti dall’uomo contro l’uomo attraverso l’uso delle armi. E purtroppo, quando si scatena una guerra, la violenza coinvolge tutto e tutti con devastazione, distruzione e sofferenza, rendendo la vita difficile anche ai bambini, vittime innocenti delle follie e delle logiche di potere degli adulti.
Anche oggi, come ai tempi della Seconda Guerra mondiale, i bambini e i ragazzi partecipano loro malgrado agli avvenimenti bellici e respirano il clima di sofferenza e di lotta, ma anche la voglia di Libertà e di Pace che in questi momenti cresce tra la gente.
Come rievocazione dell’atmosfera vissuta dalla popolazione nel periodo della Resistenza, durante la cerimonia del 25 Aprile si è data voce ai ricordi scritti da un milanese che era bambino ai tempi della Seconda Guerra mondiale. Ecco la testimonianza:

Sono nato a Milano nel 1934. Io allora ero ancora un bambino, ma mi ricordo che, quando nel settembre del ’43 arrivarono i soldati tedeschi, l’orfanotrofio dei Martinitt vicino a casa mia diventò una caserma e gli orfani furono trasferiti alla piccola casa estiva sopra il Ghisallo.
Un giorno dell’ottobre del ’44, mentre ero a scuola, la notizia che le bombe avevano centrato la Scuola Elementare Crispi si diffuse rapidamente per la città: il nostro Direttore ci mandò subito tutti a casa, ma a casa non c’era nessuno. Non c’era nemmeno niente da mangiare e la fame che ci attanagliava in quel periodo era tanta.
Dopo l’arrivo dei Tedeschi in città, si respirava sempre più aria di ribellione antifascista e antinazista. Si sentiva sempre parlare di Partigiani di città e di montagna e delle loro azioni.
Alcuni li conoscevamo di persona, come un ragazzo che abitava nella mia via. Aveva rifiutato di arruolarsi con i Repubblichini ed era andato con le Brigate partigiane. Noi eravamo orgogliosi di lui e mia mamma quando poteva gli mandava in modo clandestino della roba per lui e per i suoi compagni.
Nei giorni degli scontri del 25 Aprile nel quartiere ci furono combattimenti tra tedeschi e partigiani, finché i militari di stanza al collegio dei Martinitt si arresero.
Per tre giorni fu un inferno: si sparava, si mitragliava e si moriva. Ci lasciò la vita anche un orfano dei Martinitt che conoscevo: si chiamava Franco, era poco più che un ragazzino e stava con i partigiani, per la Libertà.”

La riconquista della Libertà è costata allora sacrifici e sangue. E oggi, augurandoci che la guerra in atto termini al più presto, non si è potuto fare a meno di constatare che la Pace e la Democrazia non sono Diritti guadagnati per sempre, ma Valori che dobbiamo perseguire e reclamare ogni giorno con l’impegno di tutti.

Viva la Pace!

 

            

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