75° anniversario della Repubblica italiana.
Il 2 giugno 2021 si festeggia il 75° anno della Repubblica. In questo importante anniversario l’associazione TeS  (Tempo e Spazio) vuole ricordare come è nata la nostra Repubblica, ricordando i fatti avvenuti nel giugno di 75 anni fa in Italia con questa pagina di Storia.

2 Giugno 1946: nasce la Repubblica.
Il 1946 è un anno fondamentale nella vita civile e politica dell’Italia.
Il 2 giugno il popolo italiano è chiamato alle urne sia per il referendum istituzionale, per scegliere tra Monarchia o Repubblica, sia per l’elezione dei componenti dell’Assemblea Costituente.
La nuova Assemblea Costituente avrà il compito di redigere la nuova Costituzione italiana, in sostituzione dello Statuto Albertino del 1848, così come stabilito dal Decreto Luogotenenziale del 25 giugno 1944.
Dal 1943 al 1945, in un’Italia divisa in due, martoriata dall’occupazione dei tedeschi e dal fascismo, devastata dai bombardamenti degli Alleati durante la loro avanzata verso Nord, sostenuta e anticipata dalla lotta partigiana, si avvicendano diversi governi che vedono la partecipazione di esponenti dei vari partiti e che rinviano la soluzione delle questioni istituzionali a dopo la fine del conflitto.
A poco più di un anno dalla Liberazione il popolo italiano è quindi chiamato a scegliere la forma istituzionale del proprio paese. E per la prima volta nella storia dell’Italia, l’elettorato del 1946 è formato sia da uomini che da donne. Le lunghe battaglie, sostenute dalle donne per il riconoscimento dei propri diritti, trovano attuazione grazie al Decreto Legislativo del febbraio 1945, che estende alle donne il diritto al voto.
Durante le elezioni del 2 giugno 1946, agli elettori vengono consegnate la scheda del referendum, per la scelta fra Monarchia e Repubblica, e quella per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente.
La campagna referendaria si intreccia alla campagna elettorale. Tutti i partiti di sinistra si schierano per la Repubblica, il Partito Liberale sostiene la Monarchia, mentre la Democrazia Cristiana, pur essendo a maggioranza repubblicana, non dà indicazione di voto ai propri elettori, conquistando così consensi sia da parte dei monarchici che da parte dei repubblicani.
Votano circa 28.000.000 di italiane e italiani. Non votano i cittadini dell’Alto Adige e della Venezia Giulia, non ancora tornati sotto la sovranità italiana.
In un primo tempo l’esito sembra favorevole alla Monarchia, poi la situazione si capovolge e si delinea la vittoria della Repubblica. Il 5 giugno 1946, in una conferenza stampa vengono resi noti i risultati: 12.182.155 per la Repubblica e 10.362.709 per la Monarchia.
I Savoia sembrano disposti ad accettare il risultato delle urne, ma due giorni dopo un gruppo di giuristi di Padova presenta un ricorso contro il risultato elettorale. Lo scarto di circa 2.000.000 di voti induce comunque il governo a proclamare la vittoria della Repubblica, prima del pronunciamento della Corte di Cassazione.
Sostenuto dai monarchici, Umberto II, nominato luogotenente del Regno nell’aprile del 1944 e in seguito, il 9 maggio 1946, divenuto re grazie all’abdicazione di suo padre (Vittorio Emanuele III), non riconosce il verdetto elettorale, definendo il risultato provvisorio. Ma in seguito ai gravi scontri avvenuti a Napoli, dove i voti per la monarchia avevano sfiorato l’80%, il 13 giugno re Umberto II desiste e, dopo un proclama di addio in cui scioglie dal giuramento di fedeltà al re gli italiani che vi avevano tenuto fede, lascia l’Italia per l’esilio; perciò sarà ricordato come Re di Maggio.
E il 18 giugno 1946 la Cassazione conferma la vittoria della Repubblica con il 54,3 % dei voti: l’Italia è Repubblica.

Buona Festa della Repubblica a tutti! 

 

 

            

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