700° anniversario della morte di Dante Alighieri (1321 – 2021). Aprile 2021

Il 25 marzo si è celebrato il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante. La ricorrenza, istituita nel 2020 dal ministro della Cultura Dario Franceschini, quest'anno cade nell'anniversario dei 700 anni dalla morte di Durante degli Alighieri, avvenuta a Ravenna tra il 13 e il 14 settembre del 1321.
Per quanto non vi siano prove certe, è opinione comune degli studiosi che il viaggio raccontato da Dante Alighieri nella 'Divina Commedia' sia iniziato il 25 marzo del 1300. In questo giorno Dante si sarebbe ritrovato "per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita" (dove la selva oscura è allegoria dello smarrimento nel peccato mentre la diritta via rimanda alla virtù) e avrebbe incontrato il poeta Virgilio, per iniziare la risalita, attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, per tornare “a riveder le stelle”, cioè la luce della salvezza. Metafora questa che si adatta ad ogni crisi umana, individuale o collettiva: tornare “a riveder le stelle” è possibile, attraverso un percorso catartico che, con l’aiuto della razionalità (impersonata nella Divina Commedia da Virgilio) e della interiore spiritualità (rappresentata da Beatrice), ci conduce al senso dell’assoluto e dell’amore universale, salvifico per l’uomo e per l’Umanità, al di là del tempo e dello spazio in cui viviamo le nostre vite. E non è solo il contenuto della “Commedia” ad elevare il poeta Dante ad un condiviso riconoscimento di eccellenza nella letteratura di tutti i tempi, oppure la sua forma in endecasillabi metricamente e musicalmente perfetti, ma anche la lingua usata, cioè il Volgare italiano, la lingua popolare di una nascente italianità che, nel tempo e con graduali trasformazioni, porterà alla comune Lingua italiana.
Dante stesso definì “Commedia” la sua opera per distinguerla dal genere della “tragedia”, dove l’epilogo è per definizione tragico. Invece la Commedia presenta all'inizio una situazione confusa o turbata, ma si conclude felicemente, proprio come il poema dantesco. Inoltre, secondo Orazio, la commedia utilizzava un linguaggio umile, come poteva essere considerato il Volgare, cioè il linguaggio del volgo (popolo). Anche se in realtà, nel De vulgari eloquentia, anni prima Dante aveva scritto di andare alla ricerca di un volgare illustre adatto alla lirica. La commedia poi è “divina” perché parla di un viaggio nell'aldilà, fino alle visioni paradisiache degli ultimi canti.
Oggi leggere la Divina Commedia è impresa non facile, sia per il linguaggio (volgare fiorentino) ormai molto diverso dalla lingua italiana dei giorni nostri, sia per i contenuti allegorici che attingono ad una simbologia medievale e ad una cultura filosofica trascendentale e spirituale ormai poco conosciuta. E sono tanti i rimandi a personaggi e fatti storici del tempo di Dante, ora noti solo agli studiosi.
Ma chi voglia impegnarsi nella comprensione del contenuto della Commedia “divina”, può attingere ai tanti saggi di commento al poema, o ai libri scritti in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante, che analizzano l’opera dantesca sotto diversi punti di vista: linguistico, letterario, trascendentale , simbolico, storico, filosofico e persino psicologico. A questi testi, che potrete trovare in biblioteca, vi rimandiamo per le vostre curiosità.
Ma per un flash su uno degli argomenti danteschi più cari ai nostri giorni, riportiamo qui uno stralcio del discorso di Ulisse ai suoi compagni, per incitarli a proseguire il viaggio verso l’ignoto:

"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza(Canto XXVI dell'Inferno). 

Questi versi rappresentano la sintesi del pensiero di Dante, che considerava la ricerca e il conseguimento delle virtù e della conoscenza la vera ragione dell'esistenza umana. Lasciamo questo spunto aperto alle intime considerazioni di ciascuno e rimandiamo altre occasioni di riflessione ad un incontro in presenza dedicato a Dante Alighieri, già in programma per quando sarà terminata la crisi della pandemia in atto e finalmente potremo tornare “a riveder le stelle”. E intanto l’ Associazione TeS – Tempo e Spazio augura a tutti una serena e

BUONA PASQUA!

 

 

            

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