Siamo la società della transizione ecologica? 


Verso quali traguardi si sta muovendo oggi la nostra società globale? I prossimi decenni saranno fondamentali per l’intero pianeta e le finalità da perseguire in questo arco di tempo, sia a livello nazionale che mondiale, sono chiaramente fissate dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Non un elenco di desideri utopistici, ma una serie di 17 punti da attuare attraverso una transizione ecologica, sociale ed economica. L’Agenda 2030 è il necessario piano d’azione globale per salvaguardare la vita del Pianeta, sottoscritto nel 2015 da 193 Paesi delle Nazioni Unite ed approvato dall’ONU.
I 17 obiettivi dell’Agenda si potrebbero riassumere in queste finalità: sconfiggere la povertà e la fame attraverso modelli sostenibili di produzione e di consumo , utilizzo di fonti di energia pulita, contrasto alla desertificazione e al cambiamento climatico, assicurare giustizia ed equità, un’educazione inclusiva e la parità di genere, migliorare la salute e il benessere. Sono tutti traguardi urgenti e ognuno dei 193 Paesi aderenti al programma ha l’obbligo di sviluppare una Strategia nazionale di azione, valutata annualmente dall’ONU.
In Italia tocca alla Presidenza del Consiglio il compito di coordinare le politiche di tutti i Ministeri volte alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Ecco perché il neo - Governo ha voluto fin da subito porre l’accento sulle strategie volte alla transizione ecologica. L’emergenza sanitaria in atto ha certamente dato una spinta verso una generalizzata presa di coscienza dei problemi legati al fragile equilibrio ecologico del nostro Pianeta, dove tutto è interconnesso: la prosperità economica, il benessere individuale e sociale non possono essere disgiunti dall’equilibrio ambientale. La Politica, le comunità scientifiche e la società tutta devono fare il possibile per affrontare i necessari cambiamenti con scelte responsabili.
Siamo tutti coinvolti in questa transizione che, partendo dall’Ecologia, giunge ad interessare ogni ambito della vita economica, sociale e individuale. Nei prossimi anni il 37% delle risorse economiche dovrà essere investito per attuare il cambiamento attraverso il passaggio ad energia da fonti rinnovabili, il rispetto della biodiversità con produzione di alimenti sostenibili, l’attuazione di un’economia circolare, la creazione di infrastrutture adeguate, il sostegno al lavoro e alle fasce deboli della popolazione.
In questo percorso “green”, l’impatto della trasformazione verde sulla società inciderà pesantemente sui costi della conversione produttiva e quindi il passaggio deve necessariamente essere progressivo, per non pesare in maniera drastica sulla società economica, cosa che aggraverebbe la disoccupazione e le disuguaglianze sociali. Occorreranno politiche condivise non solo nazionali ma internazionali europee per uniformare il sistema lavoro sia nella produzione che nelle garanzie salariali, stando attenti ad utilizzare soluzioni assistenzialiste solo per sostegni temporanei non prolungati. Le variabili in gioco sono veramente tante e tutte interconnesse.
Certo la transizione non sarà un processo facile, ma la speranza è che la presa di coscienza generalmente raggiunta della necessità del cambiamento ci sostenga, motivandoci a progredire in questo percorso senza commettere troppi errori. Dopo il 2050, se saremo riusciti ad arrivare al traguardo ” emissioni zero”, rispettando i 17 punti dell’Agenda e attuando uno Sviluppo Sostenibile , noi uomini ( e donne) di oggi verremo definiti come “Società della transizione ecologica”. E le future generazioni ce ne saranno grate.

Agenda 2030 ONU | Tea s.p.a.

Per rivedere i punti dell’Agenda 2030, rileggi l’articolo pubblicato su questo sito TeS a settembre 2017 cliccando qui

            

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