VILLA IDA E IL PARCO DI TREZZANO ROSA IERI E OGGI. 

In via Ai Campi a Trezzano Rosa c’è un edificio storico, sede della Biblioteca comunale: Villa Ida. E’ una costruzione signorile di dimensioni modeste, con pianta a blocco, sviluppata su due piani ed inserita in un parco. Le sue caratteristiche architettoniche sono quelle del villino borghese tipico del periodo tra la fine dell’800 e l'inizio del ‘900.
La villa negli anni ’90 al suo interno è stata trasformata ai fini di un utilizzo pubblico, per ospitare la sala consigliare al piano terra e la biblioteca comunale “Don Milani” al primo piano. All’esterno mostra ancora i tratti architettonici del periodo tardo neoclassico, riconoscibile dalle facciate con marcapiani in rilievo, dalla cancellata d’ingresso in ferro battuto a motivi floreali, dal balcone sempre in ferro battuto e dalla torretta belvedere sul tetto.
L’ingresso principale di Villa Ida, oggi utilizzato solo in occasione di eventi e matrimoni, è rivolto verso la piazza comunale e si affaccia su un piccolo viale che conduce all’entrata dell’edificio, caratterizzata da un arco in pietra. La facciata  contrapposta a quella dell’ingresso principale, presenta un loggiato con un colonnato a tre campate. Sopra di esso, al primo piano, trova posto un terrazzo contornato da un parapetto in pietra lavorata, analogo a quello della torretta belvedere.
La villa si trova in buono stato di conservazione grazie ai lavori realizzati dal Comune nel 1999 per la sua riconversione da abitazione a locali ad uso pubblico. Attualmente Villa Ida e il suo giardino sono anche utilizzati per mostre, manifestazioni ed eventi culturali.
I muri e i cancelli che contornano l’area di Villa Ida racchiudono un altro edificio che attualmente ospita una Scuola di Musica e associazioni: è un ex edificio rurale, nato come spazio accessorio a Villa Ida, ridefinito all’inizio del ‘900.
La tipologia costruttiva originaria, ancora ben riconoscibile nonostante gli interventi di trasformazione, è “a capanna” ed è tipica delle costruzioni rurali della campagna lombarda.
Villa Ida e le sue pertinenze rappresentano un’espansione tardo ottocentesca di una zona urbana di antica formazione. Infatti nel catasto Teresiano del 1700 i due edifici non compaiono, così come non sono riprodotti nella mappa del Catasto Lombardo-Veneto del 1887.
La prima comparsa di questo nucleo urbano è nel Catasto pubblicato nel 1897 nel quale, a fianco della chiesa parrocchiale di San Gottardo e al centro di un grande lotto di terreno, compare il volume di Villa Ida e pertinenze, lungo la vecchia Strada Comunale dei Quadri, rinominata in seguito via ai Campi.
L’anno di costruzione di Villa Ida è compreso quindi tra il 1887 e il 1897 e sembra valida l’ipotesi della definizione in tempi distinti di tre fabbricati accessori.
L'area verde intorno alla villa è oggi frazionata in due spazi distinti: il giardino piantumato alla fine del XIX Secolo in occasione della costruzione di Villa Ida e il nuovo parco urbano realizzato a fine anni ’70.
Il giardino di tipo tardo Romantico sul lato della cancellata principale è stato conservato nello stile originale e perciò presenta ancora alberi secolari tipici dei giardini di case signorili di fine ‘800: si notano diversi alberi imponenti quali Platani, Faggi, Bagolari, Tigli e Magnolie. Nel parco di più recente realizzazione, a fianco di alcuni esemplari di maestosi Cedri, ci sono evidenti rimanenze del parco storico e sono numerose le specie arboree presenti (noccioli, ginco biloba, faggio pendulo, caco ecc.)
Fino alla realizzazione del Parco pubblico Comunale il giardino e il parco erano un unicum di pertinenza della villa, che costituiva proprietà privata di una famiglia borghese. Oltre il parco della villa, il terreno continuava, fino all'attuale zona di via Colombo, in un frutteto, dove i "monelli" di un tempo spesso andavano a razziare dell'ottima frutta.
Tra le varie piante presenti nell'area del Parco comunale una menzione speciale va ai gelsi: recentemente un esemplare è stato piantato al centro della rotonda di fronte all’ingresso del parco, a ricordo di quando i gelsi avevano importanza fondamentale nell’economia locale di Trezzano Rosa. Infatti, poiché l’industria serica era sviluppata in zona già dai primi dell’800 fino a tutta la prima metà del ‘900, i contadini del territorio allevavano in casa bachi da seta, che si nutrivano proprio di gelsi. Erano i bambini che procuravano le foglie di gelso per i bachi e molte ragazze del paese trovavano lavoro nelle vicine filande (importante ad esempio era la filanda di Grezzago, oggi recuperata come luogo della Cultura).
La pianta di gelso viene chiamata anche "morone", perché produce delle more scure e succulente di grandi dimensioni, dette appunto moroni. Ma il nome richiama anche alla memoria la figura di Lodovico il Moro che, per promuovere l’industria della seta lombarda, nella seconda metà del ‘400 avviò la piantumazione dei gelsi nel Ducato di Milano, di cui Trezzano Rosa storicamente faceva parte: così una pianta può parlarci di Storia.
E quando vi recherete alla Biblioteca Don Milani, non dimenticate di dare uno sguardo all’edificio di Villa Ida e al verde che la circonda: anche a Trezzano Rosa, se sappiamo prestare attenzione, ciò che oggi vediamo può svelarci “storie di ieri”.

 

Villa Ida. Facciata a sud/est