Con la Senatrice a vita Liliana Segre contro odio e indifferenza.      

E’ arrivato l’anno 2020 e inizia un nuovo decennio che dovrà vedere l’impegno di tutti per contrastare l’odio e l’indifferenza, così come la Senatrice Liliana Segre ha suggerito all’incontro con i Sindaci che si è tenuto a Milano, sua città natale, il 10 dicembre scorso.

La Senatrice a vita, che nel periodo dell'Olocausto è stata una dei pochi bambini sopravvissuti alla prigionia ad Auschwitz, è arrivata in Galleria Vittorio Emanuele accompagnata da due figli e anche dagli uomini della scorta che, dopo le minacce da lei ricevute, la seguono in ogni spostamento. Ma questa volta, oltre a loro la Segre ha una scorta di circa 600 Sindaci arrivati da altrettanti Comuni italiani all’appuntamento con lei, per manifestarle sostegno da parte loro e di tutta la Comunità civile che si riconosce nei valori fondamentali della Costituzione e crede nei diritti umani di tutti e di ciascuno. Oltre ai Sindaci, tante persone affollano la Galleria: un corteo di 3000 persone. Mentre la signora Liliana passa tra due ali di folla che rispettosamente le fa spazio, parte un caloroso applauso e i più vicini riescono a stringerle la mano con entusiasmo. Salita sul palco la Segre, che di solito parla a braccio, legge il suo discorso, perché non vuole dimenticare nulla in questo incontro così significativo, nato per far Memoria del passato, ma soprattutto per spronare ad un futuro senza odio.
La Senatrice si rivolge ai Sindaci: “Siete qui con le fasce tricolori a rappresentare un sentimento civico condiviso... Siamo qui per parlare d’amore e non di odio”. Cita “Gli amici” di Primo Levi e dice che “…anche l’incontro di un attimo può lasciare un ricordo per sempre. E’ empatia, è scelta di accogliere l’altro per quello che è, non solo per quello che noi vorremmo che fosse.” La commozione dei presenti nasce anche dal sapere che lei ha conosciuto in prima persona il lato oscuro dell’umanità, ha sperimentato le parole dell’odio e sa “ cosa vuol dire diventare un rifiuto della società civile alla quale si crede di appartenere”. Tronca i ricordi tristi: “Basta odio, parliamo di amore”.
Dice ai ragazzi: “Da quando ho trovato la forza di raccontare, guardo gli occhi dei giovani e spero molto in loro, future candele della Memoria”. Ai Sindaci affida il compito di trasmettere il ricordo di ciò che è stato “… perché l’odio si combatte anche tenendo viva la memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito. E’ nell’oblio della nostra storia che passa il messaggio dell’indifferenza … Cancelliamo le parole odio e indifferenza in una catena umana che trovi empatia e amore…”
Poi, mentre il Sindaco di Milano Beppe Sala porge alla senatrice una fascia tricolore, i Sindaci intonano l’Inno di Mameli.

Anche il Sindaco di Trezzano Rosa, Diego Cataldo, era presente a quel commovente momento. Per la seconda volta ha incontrato di persona Liliana Segre: nel 2016 infatti, non ancora eletta Senatrice, la Segre era venuta a portare la sua testimonianza agli studenti della Scuola secondaria di primo grado di Trezzano Rosa (vedi articolo TeS del 2018 cliccando qui).
Anche in considerazione di quell’evento di profondo impatto sulla coscienza civile di tutta la comunità trezzanese, il Consiglio comunale del 19 Dicembre 2019, ritenendo la Senatrice “una delle figure più nobili della Nazione, segnata dal portare in sé la memoria della tragedia della Shoah e il senso della vita come sopravvivenza dell’umano e come scelta etica”, ha votato all’unanimità l’assegnazione della Cittadinanza onoraria di Trezzano Rosa a Liliana Segre. Un modo per manifestarle gratitudine e sostegno per aver “continuato in tutti questi anni pubblicamente a esaminare e scandagliare la Storia e la contemporaneità promuovendo campagne per i diritti umani e per debellare il razzismo e l’antisemitismo mai completamente sopiti...”(vedi Delibera comunale citata cliccando qui).

Assegnarle la cittadinanza è stata un’ interpretazione del sentire comune di tanti cittadini trezzanesi perché, ora che quasi tutti i testimoni della Shoah sono morti e che il razzismo torna a manifestarsi sotto nuove forme, è importante che la comunità civile dia un chiaro segnale contro l’ indifferenza e contro ogni forma di odio, seguendo la via indicata dalla Senatrice della Memoria.