Il cavallo di Leonardo


Il 15 settembre un nutrito gruppo di trezzanesi è stato a visitare la mostra “Leonardo da Vinci 3D” presso la Fabbrica del Vapore di Milano. Dopo una full immersion nella suggestiva tecnologia utilizzata per la presentazione del genio Leonardo e delle sue opere artistiche, il gruppo si è poi recato all’ippodromo di San Siro per vedere il colossale “Cavallo di Leonardo” realizzato negli anni ’90 del secolo scorso. Ma l’originale statua del cavallo di Leonardo è mai esistita? E se sì, che fine ha fatto?

Il primo progetto del Cavallo di Leonardo da Vinci risale al 1482, quando Ludovico il Moro gli commissionò la statua equestre più grande del mondo, in memoria del padre, Francesco Sforza, fondatore della casata degli Sforza.
Si trattava di un’impresa colossale, sia per le dimensioni della statua che per la sua struttura. Il monumento infatti avrebbe dovuto raffigurare un cavallo retto sulle zampe posteriori, nell’atto di impennarsi in battaglia.
Leonardo studiò nel dettaglio le particolarità anatomiche dell’animale e i disegni preparatori da lui realizzati sono oggi esposti presso il Castello di Windsor in Inghilterra.
Nel 1491 venne presentato al Moro un modello in creta alto 7 metri che per motivi di equilibrio statico poggiava non su due, ma su tre zampe: la gigantesca struttura in creta venne esposta al pubblico nel cortile del palazzo ducale (oggi Palazzo Reale, vicino al Duomo). Il modello avrebbe poi dovuto essere coperto da un involucro in terracotta, necessario per la fusione del bronzo.
Ma il metallo, che era giunto attraverso i Navigli al ducato di Milano, fu utilizzato per scopi bellici: servì infatti per la realizzazione di cannoni da usare contro le truppe francesi di Carlo VIII (1495).
Così Leonardo se ne andò a Mantova, abbandonando il progetto del monumento equestre.
Il colossale cavallo di creta venne in seguito distrutto dai soldati di Luigi XII di Francia, che nel 1499 avevano occupato Milano e che si racconta abbiano usato la statua equestre come bersaglio, per esercitarsi con la balestra.
Il cavallo di Leonardo divenne così l’emblema del Ducato di Milano, sgretolato anch’esso sotto i colpi dell’esercito francese. E da quel momento la città di Milano passò per molto tempo sotto il dominio straniero: dei francesi, degli spagnoli, degli Asburgo e poi nuovamente dei francesi di Napoleone e infine degli austriaci. La sudditanza milanese durò circa 360 anni, cioè fino alla nascita del Regno d’Italia.
Con la fine del Ducato degli Sforza e la cattura di Ludovico il Moro (portato nel 1500 prigioniero in Francia, dove morì 8 anni dopo), il progetto del cavallo di Leonardo sembrava destinato all’oblio. Ma trascorsi quasi 5 secoli Charles Dent, un pilota statunitense, venne a conoscenza della storia del cavallo incompiuto: Dent fondò la Leonardo da Vinci’s Horse Foundation (LdVhf) e, tramite una raccolta fondi protratta per 15 anni, riuscì a raccogliere la somma per realizzare l’imponente statua. Purtroppo Charles Dent morì nel 1994, ma la LdVhf affidò la realizzazione del Cavallo alla scultrice statunitense di origine giapponese Nina Akamu, che fece un modello in argilla, alto quasi otto metri, poi utilizzato per la fusione del bronzo.

La LdVhf decise di donare la statua del Cavallo alla città di Milano dove Leonardo aveva concepito il progetto: così nel 1999 il grande cavallo in bronzo, diviso in 7 parti, attraversò l’Oceano Atlantico e venne consegnato al capoluogo lombardo, dove fu assemblato e collocato in un grande cortile dell’Ippodromo di San Siro.
Ci sono state polemiche sull’anonima collocazione dell’opera, che dà scarsa visibilità alla colossale statua, e molti milanesi vorrebbero il cavallo di Leonardo nel cortile del Castello Sforzesco, oppure in un parco o in una grande piazza milanese, come quella di fronte alla Stazione Centrale.
Ma polemiche a parte, la statua del “Cavallo di Leonardo” nell’anno del cinquecentesimo anniversario della morte del genio da Vinci, è diventata un’attrazione turistica e anche la dimostrazione che le idee e i progetti possono viaggiare e trasmettersi attraverso le generazioni per trovare, prima o poi, il tempo e lo spazio per venire alla luce. Anche dopo 500 anni: mai dire mai!

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 Gruppo Trezzano Rosa al "Cavallo di Leonardo"

Non dimenticate il terzo appuntamento con Leonardo da Vinci proposto dall'associazione Tempo e Spazio:

Domenica 27 Ottobre ore 16:00 a Villa Ida

Leonardo e Milano

Incontro con l’autrice Nadia Gobbi

con reading e proiezioni di immagini a cura di Ed. Meravigli

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