L’Homo erectus e il dottor Google. Luglio 2019

Fin dai tempi degli Australopitechi l’evoluzione ha favorito cambiamenti di aspetto e di postura e, nel corso del Paleolitico (fino al 10000 a. C.), ha prodotto diversi tipi di ominidi: l’homo abilis, già in grado di costruire strumenti in pietra, l’homo erectus che camminava in posizione eretta e viveva in capanne, e l’uomo di Neanderthal che viveva in tribù di cacciatori e raccoglitori e lavorava oggetti in osso, selce e legno. Nel Neolitico (dal 10000 al 4000 a. C.) si passò poi all’uomo Sapiens, dal cervello più sviluppato, in grado di coltivare, allevare e lavorare i metalli. Per evidenziare i progressi sociali, culturali e tecnologici del successivo periodo temporale (da 4000 a. C. ad oggi), l’uomo moderno fu definito “Sapiens sapiens”.

L’uomo attuale poi ha visto ulteriori cambiamenti nel suo "modus vivendi et operandi", per cui è stato definito "Uomo tecnologico". E’ un uomo che continua ad adattarsi ai veloci cambiamenti tecnologici e che, anno dopo anno, si sta trasformando in “Uomo digitale”, sempre “connesso” e, sia per il lavoro che per la socializzazione e il tempo libero, completamente dipendente dalle nuove tecnologie digitali: macchine robotizzate, computer, smartphone etc..

Il cambiamento non riguarda soltanto le nostre abitudini di vita, ma addirittura la salute e la postura. Stare seduti ore ed ore davanti ai mezzi tecnologici predispone ad esempio alle patologie del rachide, all’obesità e ad altre alterazioni del metabolismo e dell’apparato circolatorio. E visto che oggi lo smartphone la fa da padrone nel nostro modo di comunicare e di informarci, recentemente i medici ortopedici hanno lanciato l’allarme della “gobba da smartphone”: basta guardarci intorno su un qualsiasi mezzo pubblico per renderci conto che tutti hanno lo sguardo rivolto al cellulare e ciò costringe il corpo ad una posizione innaturale. La testa ha un peso di circa 4 o 5 chili e quando la incliniamo a 60 gradi, come facciamo ad esempio per consultare il tablet, questo peso non viene scaricato su tutta la colonna vertebrale, ma insiste solo sulle vertebre cervicali. Molti adolescenti di oggi hanno un’accentuazione della fisiologica curvatura dorsale, dovuta alla postura da protratto uso dello smatphone.

Occorre prevenire problemi del rachide curando la postura, sia quando si è seduti a una scrivania davanti ad un computer, sia quando si usano le nuove tecnologie portatili. E’ buona norma intervallare spesso i tempi di utilizzo con momenti di attività fisica e movimento, per cambiare la posizione di arti e schiena, per riattivare la circolazione, ma anche per riposare la vista guardando oggetti e paesaggi lontani, per non irrigidire i muscoli oculomotori unicamente nelle posizioni dello sguardo da vicino. Queste raccomandazioni sembrano l’uovo di Colombo, ma spesso sono ignorate e si arriva a prendere provvedimenti solo quando ormai ci sono già evidenti danni alla salute o dolori ricorrenti ( a collo, schiena ecc.). E molte volte, invece di prevenire usando il buonsenso, solo a posteriori si pretende di trovare soluzioni alle patologie che si sono instaurate, chiedendo risposte a Google (ancora al computer o su smartphone!): basta digitare una parola e si trova un’infinità di siti che affrontano l’argomento richiesto. Ma quando si parla di salute affidarsi al “dottor Google” è un rischio, perché è difficile destreggiarsi tra le tante informazioni, identificando quelle corrette.

Se comunque si vogliono capire meglio alcune problematiche della salute, segnaliamo una fonte qualificata a cura del Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it  Il sito ha tra l’altro la sezione “Enciclopedia Salute” incentrata sulla prevenzione, che ha l’obiettivo di educare alla vita sana, dando le giuste informazioni. Se in aggiunta al nostro medico si vuole anche consultare il “dottor Google”, è indispensabile rivolgersi ad un sito affidabile, chiaro ed autorevole come questo, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Ma mentre navighiamo sul sito ricordiamoci di mantenere la postura da “homo erectus”! wink

            

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