A che punto siamo con i 17 Obiettivi per uno Sviluppo sostenibile-Agenda ONU 2030?    

 L’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2015 ha presentato al mondo 17 Obiettivi per uno Sviluppo sostenibile, da raggiungere entro il 2030, e 193 Paesi vi hanno aderito (come indicato nell’articolo del mese di settembre 2017 di questo sito, cui rimandiamo con il link: "obiettivi-per-uno-sviluppo-sostenibile.utopia?").

  L’Europa e quindi anche l’Italia si sono impegnate in questo piano di sviluppo, ma oggi a che punto siamo? L’Unione europea ha sicuramente migliorato negli ultimi anni le strategie utili a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile relativamente a questi  punti:  salute, educazione, uguaglianza di genere, energia pulita, lavoro, innovazione, industria e infrastrutture, città e comunità sostenibili, consumo responsabile, lotta al cambiamento climatico. Ma per altri obiettivi si sono invece registrati addirittura dei peggioramenti: è ad esempio fallito l’impegno a migliorare  la qualità dell’ambiente, ad annullare le disuguaglianze sociali, a creare delle istituzioni garanti forti e a porre basi stabili per la pace e la giustizia. Invariate risultano la povertà e la fame nel mondo, così come non sono migliorate  l’alimentazione e la cooperazione internazionale.

 La complessità delle condizioni economico-sociali e le tensioni politiche, che negli ultimi anni sono emerse in Europa, non hanno permesso di portare avanti gli interventi da realizzare nei diversi campi e nei singoli paesi. Ma, guardando ai risultati migliori, i paesi che sono più indietro nel programma per lo sviluppo sostenibile potrebbero ottenere indicazioni  per politiche future più efficaci.

 Nel corso della 13a Conferenza nazionale di Statistica, tenutasi a Roma a inizio luglio 2018, l’Istat ha presentato il suo primo rapporto sugli Obiettivi Onu di Sviluppo sostenibile per il 2030: l’Italia risulta quartultima in Europa nella corsa ai 17 Obiettivi, ed è quindi  ancora molto lontana dalle condizioni di sostenibilità ambientale, economica, sociale ed istituzionale.

 L’Istat ha però registrato sviluppi positivi riguardo agli obiettivi relativi all’istruzione di qualità, a industria, innovazione e infrastrutture, e a consumi e produzione.  Ma si tratta solo di 3 obiettivi sui 17 delineati dall’Onu, che l’Italia si è impegnata a raggiungere.

 Ovviamente i risultati sono stati influenzati dalla crisi economica degli ultimi anni, che ha peggiorato la possibilità di superare la  povertà, di progredire nell’ambito del lavoro e di migliorare le città e l’ambiente. L’Istituto nazionale di Statistica ha rilevato che rimangono invariati gli indici relativi a pace, giustizia ed istituzioni e che non si sono ridotte le disuguaglianze. In particolare è aumentata la disuguaglianza del reddito disponibile, per il 40% più povero della popolazione.

 E per il futuro? In base ai dati ISTAT i punti  in cui migliorare sono tanti: occorreranno adeguate politiche lungimiranti che, in un contesto europeo o finanche mondiale, tengano conto di questi dati statistici per rilevare non solo i problemi, ma anche le opportunità per il nostro Paese. Per non perdere le speranze di raggiungere i traguardi ONU per lo Sviluppo sostenibile, bisognerà perseguire politiche di cooperazione internazionali e, alla luce dei dati passati, valorizzare in futuro le strategie  già risultate vincenti per il raggiungimento degli obiettivi, attraverso il confronto e l’implementazione delle metodiche tecniche adeguate per un “Progresso sostenibile”.   

 E’ una sfida ardua che la Politica non potrà permettersi di ignorare, se vorrà   non solo mantenere l’impegno per i 17 Obiettivi dell’Agenda globale 2030, ma anche risolvere favorevolmente la situazione di stallo dell’attuale realtà economica e sociale italiana, attraverso la sperimentazione di nuovi modelli economici e comportamentali che, secondo civici principi di reciprocità e la creazione di una rete di relazioni, prevedano l’adesione e  il concreto coinvolgimento di tutti i livelli della nostra società, in un’ottica di corresponsabilità. Perseguire gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile secondo l’Agenda 2030 è l’unica via di speranza per l’umanità: diversamente si rischierebbbe di cadere in un "periodo buio" della Storia. Mirare ad un modello di sostenibilità può sembrare un’utopia, ma è invece una necessità, per poter andare incontro a un mondo più giusto e a un futuro eticamente migliore.

            

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