Un po' di Storia di Trezzano Rosa.     Giugno 2018

In una precedente pagina del sito avevamo dato qualche informazione sulle origini e sulla denominazione di Trezzano Rosa; vogliamo ora accennare all’avvicendarsi degli avvenimenti storici nel nostro piccolo paese, poiché la Storia “passa” ovunque, non è fatta soltanto di grandi battaglie e di importanti personaggi storici, ma riguarda anche la gente comune che da protagonista la vive o che più spesso la subisce.Vogliate dunque gradire ancora un po’ di Storia di Trezzano Rosa.

Esistono tracce documentarie di Trezzano Rosa fin dal Medio Evo. Infatti in un documento del 1045 è menzionato un insediamento rurale con il nome di "Derzano”. Successivamente, nel censimento dei beni ecclesiastici ordinato dal Duca di Milano e Conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti nel 1398, si trova il riferimento alla "cappella di Dezzano”, che diventa “rettoria di Santo Carpoforo di Terzago” in un catalogo del Clero del 1564.
Entrata ecclesiasticamente a far parte della Pieve di Pontirolo (con sede a Canonica d’Adda), Trezzano conservò il rito romano secondo la propria antica tradizione. Nella seconda metà del Cinquecento l'arcivescovo San Carlo Borromeo, impegnato in un’opera di moralizzazione e di ammodernamento dell’Arcidiocesi di Milano, abolì i privilegi di Canonica, istituendo al suo posto tre nuove pievi: quelle di Trezzo, di Treviglio e di Verdello. Negli annali ecclesiastici al mese di settembre del 1566 è annotata la visita di San Carlo alla Parrocchia trezzanese. Dopo le riforme del Borromeo la pieve trezzese, di cui Trezzano venne a far parte, ebbe due secoli di stabilità, fino alla fine del Settecento, cioè fino all’epoca dell’invasione napoleonica.


Politicamente invece Trezzano faceva parte del Ducato di Milano e il suo territorio era compreso nel feudo di Cassano, con cui, dopo alterne vicende che videro al potere le famiglie dei Visconti e degli Sforza, nel 1538 passò al marchese Pagano D'Adda. Nel 1543 il feudo fu sotto la giurisdizione di Giambattista Castaldo, generale di Carlo V d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (e anche Re di Spagna, di Napoli, di Sicilia e di Sardegna); ma già nel 1572 Filippo II, re di Spagna, divenuto Duca di Milano, affidò il feudo al marchese Girolamo Bonelli. Fu un discendente di quest’ultimo a cedere il marchesato a Giambattista D’Adda, con la trasmissibilità in favore dei maschi primogeniti. Così Cassano con Trezzano ed altri comuni limitrofi rimasero “infeudati” sotto questo casato anche sotto la dominazione austriaca, fino all'abolizione dei feudi avvenuta nel 1796, dopo la conquista dell'Italia Cisalpina da parte delle truppe napoleoniche. Nel 1797 Napoleone dissolse il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, impostando nuove ripartizioni territoriali (Dipartimenti e Distretti), cosicché, mediante un decreto imperiale francese del 1809, Trezzano fu unita al comune di Grezzago, per poi essere annessacome frazione al Comune di Vaprio d'Adda nel 1811. Con il ritorno dell'Impero Austriaco nel Lombardo-Veneto, voluto dalla Restaurazione del 1815 (Congresso di Vienna) dopo la sconfitta di Napoleone, Trezzano ritornò ad essere Comune autonomo con quella denominazione, fino al Risorgimento e all’Unità d'Italia. Nel 1862, per Decreto Regio di Vittorio Emanuele II che intendeva ovviare ai casi di omonimia, fu aggiunta alla denominazione l'epiteto “Rosa", per distinguerla da Trezzano sul Naviglio.

Durante il periodo del Regno d’Italia, così come avveniva nel resto della nazione, la popolazione trezzanese aveva una bassa scolarizzazione, con una media di circa l’80 per cento di analfabeti. D’altronde la gente viveva in situazione di povertà e i bambini erano impegnati già in età precoce nei lavori di casa o nei campi, per la necessità di braccia che contribuissero ai bisogni famigliari. Così fino al secondo dopoguerra Trezzano Rosa rimase un tipico paesino di campagna, le cui principali risorse erano dapprima solo un'agricoltura rudimentale e poi anche l'allevamento di pollame e di bachi da seta (produttori di bozzoli destinati alle filande del territorio). Fino alla metà del secolo scorso le donne allevavano i polli e i bachi nelle tipiche corti trezzanesi, che ancora oggi costituiscono il nucleo del centro abitativo del paese. Ne è un tipico esempio la “Corte dei Merli”, ristrutturata a fine anni ’90. Dagli anni '60, con la crescita economica della vicina Trezzo sull'Adda per l’affermarsi dell'industrializzazione, sempre più trezzanesi iniziarono a svolgere la mansione di operai nelle fabbriche. Quando in un secondo momento l'industrializzazione interessò anche Trezzano, negli anni '80-'90, la società trezzanese si trasformò e la maggior parte delle persone in età lavorativa andò a lavorare in fabbrica o negli uffici, con una drastica diminuzione degli occupati nell’agricoltura e la nascita di una zona industriale trezzanese.

L’andamento demografico del Comune nel corso dei secoli precedenti aveva avuto una crescita lenta, come dimostrano i dati dei vari censimenti: dai 314 abitanti del censimento del 1771 (voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria a scopi fiscali), si passa agli 844 del 1861 (anno dell’Unità d’Italia) e ai 1428 del 1911. Poi, dopo un lieve calo demografico, dovuto sia ai difficili periodi delle due guerre mondiali che al fenomeno dell'emigrazione verso le città, per molti anni la popolazione si è assestata intorno ai 1400 abitanti. Ma dopo il 1980, a causa soprattutto della forte immigrazione dalla città ai paesi dell’hinterland, contrariamente a quanto era avvenuto nei decenni precedenti, la popolazione trezzanese è fortemente aumentata, con un’impennata dell’andamento demografico che l’ha portata a superare i 5000 abitanti (5173 nel Dicembre 2017), di cui l’8 per cento di origine straniera. Con l’aumento della popolazione è cresciuto anche il fenomeno del “pendolarismo”, cioè dello spostamento quotidiano verso Milano o altri Comuni dell’hinterland per le attività lavorative. Inoltre la necessità di abitazioni ha portato ad un’espansione del centro abitato, con nuovi quartieri signorili e nuove vie cittadine, intorno al nucleo abitativo storico.
La superficie totale di Trezzano Rosa è di 3,44 km² e dunque la densità di popolazione è ora di circa 1500 abitanti per  km².
Storicamente parte integrante della zona della Brianza, il Comune di Trezzano Rosa è compreso oggi nella Città Metropolitana di Milano (ex Provincia di Milano) e nel distretto provinciale della Martesana.

Per eggere un articolo TeS sulla denominazione di Trezzano Rosa cliccare qui

Sitografia: Sito del Comune di Trezzano Rosa e Wikipedia

            

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