La Senatrice della Memoria.                  Febbraio 2018

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente nominato Senatrice a vita la dottoressa Liliana Segre. La nomina è avvenuta a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria e a 80 anni dalle leggi razziali di cui la Segre fu vittima nel 1938, quando aveva 8 anni. Deportata ad Auschwitz, la Segre fu una dei 25 sopravvissuti tra i 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono internati in campo di concentramento.
Ringraziando per la nomina, la nuova senatrice ha accettato la responsabilità di portare in Senato il ricordo di quelle migliaia di ebrei italiani che subirono l’umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni e dalla vita sociale a causa di assurde ed inique leggi razziali. La nomina della Senatrice Segre è scaturita proprio dall’attuale esigenza di far Memoria anche alle istituzioni di quanto è potuto accadere nel passato, affinché ogni nuova legge sia sempre improntata alla giustizia umana e rispecchi i fondamentali principi etici.
Liliana Segre, dopo aver subito l’allontanamento dalla scuola elementare perché di famiglia ebrea, a 13 anni fu arrestata e, partita con il padre Alberto dal famigerato binario 21 della stazione Centrale di Milano nel Gennaio 1944, fu allontanata subito dal genitore e destinata al campo di concentramento di Auschwitz, dove rimase per un interminabile anno.
Ma nonostante gli orrori del lager, riuscì a resistere ripetendo sempre a se stessa di “voler vivere”. Sopravvissuta e tornata a casa dopo la Liberazione, la Segre ha atteso 45 anni prima di riuscire a rendere pubblica la sua testimonianza, forse nel tentativo di dimenticare, ma anche per timore di non essere creduta. Poi ha deciso di raccontare l’esperienza vissuta e da allora non ha più smesso di fare Memoria di ciò che lei e gli altri internati avevano subito nell’inferno del lager.
Oggi, a distanza di tanti anni dall’Olocausto, è importante raccontare alle nuove generazioni ciò che è stato: per questo Liliana Segre negli ultimi anni ha incontrato tanti giovani andando in numerose scuole. Anche a Trezzano Rosa nel gennaio 2016 gli allievi della Scuola "Ilaria Alpi" hanno avuto l’opportunità di conoscerla e di sentirla raccontare in tono pacato la sua dolorosa esperienza ad Auschwitz. Con la serenità di chi, pur non potendo dimenticare, ha voluto superare ogni senso di odio, la Segre ha dato una grande lezione di vita ai nostri ragazzi, testimoniando l’importanza della forza d’animo anche nelle più gravi difficoltà, e ribadendo la necessità di non rimanere indifferenti davanti alle sofferenze umane. Alla fine della sua conferenza, prima di salutare gli studenti, ha lasciato loro un "compito" per la vita: quello di impegnarsi a “non volgere lo sguardo altrove” quando intorno a loro qualcuno sia reso vittima di ingiustizia. Perché spesso è proprio l’indifferenza dei molti a permettere ai pochi di attuare il Male. Anche in quell’occasione, come dopo la nomina a senatrice, Liliana Segre ha voluto precisare di essere semplicemente “un araldo, una persona che racconta ciò di cui è stata testimone”, perché la Memoria sia di monito per l’avvenire.
A distanza di più di 70 anni è ormai molto ridotto il numero dei testimoni diretti della Shoah ed è giunta l’ora che le generazioni successive raccolgano il “testimone” della Memoria dai pochi superstiti, non solo per non dimenticare i milioni di vittime dell’Olocausto, ma soprattutto per vigilare nel presente per il nostro futuro, con la consapevolezza che la società deve sempre impegnarsi per salvaguardare i Diritti dell’Uomo.                                                 

 

            

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