Sant Ambroeus e gli “Oh bej! Oh bej!”    Dicembre 2017

Introduciamo questo racconto di “Storia e storie dei nostri dintorni” con un po' di dialetto meneghino:
In del cors de la Storia, incontrom ògni tant on personagg che l’è minga come i alter, ch’el dòmina el so temp e el lassa on’impronta che la dura per sècol e sècol. Vun de questi l’è Sant Ambroeus” (Nel corso della Storia, incontriamo ogni tanto un personaggio che non è come gli altri, che domina il suo tempo e lascia un’impronta che dura per secoli. Uno di questi è Sant’Ambrogio - Da Edizioni meneghine del Circolo filologico milanese).
Il 7 Dicembre la Chiesa milanese celebra la festa del suo patrono, Sant’Ambrogio, da cui la diocesi viene definita “ambrosiana”. Questo importante teologo e vescovo di Milano, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, è noto non solo per le opere sul suo pensiero teologico, ma soprattutto come Santo caro al popolo lombardo. E sulla sua vita sono stati tramandati molti aneddoti che, secondo lo stile agiografico popolare, attingono alle leggende miracolistiche, più che alla realtà dei fatti.
Si racconta per esempio che un giorno, quando era un bambino ancora molto piccolo, Ambrogio dormiva in una culla nel cortile di casa sua, quando giunse uno sciame di api. Gli insetti si posarono sul suo viso senza fargli alcun male. La domestica corse per scacciarle, ma il padre di Ambrogio, comprendendo che si trattava di un evento prodigioso, la fermò. Poco dopo le api si allontanarono ed il padre esclamò “se questo bambino vivrà, diventerà qualcosa di grande”. E per questo fatto Sant’Ambrogio è considerato anche patrono degli apicoltori.
Da adulto poi, Sant’Ambrogio ebbe fama di guaritore. Il suo biografo ufficiale, Paolino, racconta che una volta il vescovo guarì un militare ammalato di podagra, pestandogli involontariamente un piede, e che, in visita a Roma, guarì il figlio gravemente ammalato di un nobile, mentre a Firenze avrebbe addirittura resuscitato un bambino posseduto dal demonio. Vari altri miracoli si attribuiscono al Santo, ma il più popolare di questi prodigi è per i milanesi quello legato ad una colonna di pietra, detta “colonna del Diavolo”, presente ancor oggi nella piazza davanti alla basilica di Sant'Ambrogio. Si tratta di una colonna, qui trasportata dalle terre germaniche in epoca romana, che presenta due fori, oggetto di una colorita leggenda. Si racconta infatti che un giorno il Santo incontrò il diavolo camuffato da uomo, che gli ordinò di abbandonare il suo ruolo di vescovo. Ambrogio lo cacciò via spingendolo: il demonio allora, cadendo all’indietro, riprese le sue note sembianze caprine e, mentre cercava di trafiggere il santo, le sue corna si conficcarono nella colonna. Il diavolo quindi si smaterializzò tra fumi di zolfo e, ancora oggi, le guide che accompagnano in Sant’Ambrogio i turisti, li invitano ad osservare i due buchi lasciati dalle corna sulla colonna, che si dice odori ancora di zolfo. E c’è chi sorridendo aggiunge che, avvicinando l’orecchio alla pietra, vi si possono sentire i rumori provenienti dall’inferno. E’ un modo come un altro per dare l’idea dell’eterna lotta tra il Bene e il Male.
Dal giorno della festa di Sant’Ambrogio fino alla domenica successiva a Milano si svolge la fiera degli “Oh bej! Oh bej!”, mercatino tipico del periodo natalizio, che rappresenta una delle più antiche tradizioni milanesi: le sue origini storiche risalgono al 1510, quando Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, fu incaricato da Papa Pio IV di recarsi a Milano, per tentare di rinvigorire la devozione dei cittadini ambrosiani ai Santi e alla Chiesa.
Arrivato nei pressi di Milano, Giannetto ebbe il timore di non venire accolto con favore dalla popolazione milanese, la quale non aveva mai manifestato simpatia nei confronti del Papa. Era il giorno in cui si festeggiava il patrono Ambrogio (eletto vescovo il 7 dicembre 374), e Giannetto pensò di far preparare un gran numero di pacchi di dolciumi e giocattoli. Entrato in città, iniziò con il suo seguito a distribuire il contenuto dei pacchi ai bambini, i quali, accalcandosi intorno al corteo che passava tra la folla festante, accettavano i doni dell'inviato papale, esclamando con gioia e stupore: “Oh bej! Oh bej!” (Oh che belli!)
In ricordo di quell’allegro evento da allora, nel periodo della festa dedicata al santo Patrono, ogni anno si organizza la fiera degli “Oh bej! Oh bej!”, con bancarelle di vestiti, giocattoli, e soprattutto dolci e prodotti tipici gastronomici come la mostarda, il castagnaccio e i firòn (castagne cotte al forno e infilate in lunghe collane di spago). Fino a pochi anni fa la fiera si svolgeva nella zona vicina alla Basilica di Sant’Ambrogio, ma dal 2006 si organizza nella splendida area intorno al Castello Sforzesco.
Oggi alla fiera degli “Oh bej! Oh bej!” si trovano anche esposizioni di antiquariato e di artigianato (sia regionale che etnico) e tante bancarelle di bigiotteria, risplendente per i riflessi delle luci natalizie che fino a tarda sera illuminano il mercato, offrendo ai passanti tante idee per i regali di Natale.

Buone Feste a tutti!
da Associazione TeS – Tempo e Spazio

            

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