Alimentazione e stile di vita sani: elisir di lunga vita. Luglio 2016

Nel “Nei Jing, antico testo di Medicina tradizionale cinese (scritto tra il 475 e il 221 a.C.), si legge:
Il saggio si alimenta in modo adeguato, evita gli eccessi e resta in buona salute”.
Ad avvalorare questa massima di vita, nel 1862 il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, polemico contro l’idea del dualismo di anima e corpo, affermava che “l’uomo è ciò che mangia”, sia da un punto di vista metaforico (i pensieri e le esperienze che nutrono il cervello), sia nel senso reale del termine. Poiché esiste, per il filosofo, un'unità inscindibile fra psiche e corpo, ne consegue che per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio:
La questione degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano anche in sangue, cuore e cervello e quindi in pensieri e sentimenti. L’alimentazione umana è dunque il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, dategli un’alimentazione migliore.”.
L’espressione “l’uomo è ciò che mangia” in lingua tedesca (“der Mensch ist was er isst”) è un brillante gioco di parole, data la somiglianza tra “ist” (terza persona singolare del verbo “essere”) e “isst” (terza persona singolare del verbo “mangiare”).
Siamo ciò che mangiamo” in seguito è diventato un luogo comune, sebbene quella di Feuerbach fosse una visione filosofica, più che scientifica; l’educazione alimentare e le regole di una dieta corretta stanno sempre più permeando il comune sapere sociale, grazie anche alla grande risonanza avuta dall’argomento dell’Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”.
Oggi riteniamo importante considerare con attenzione le nostre scelte alimentari, in funzione della salute e della prevenzione e siamo convinti inoltre che sia utile per il nostro benessere uno stile di vita che ci permetta di mantenere nel tempo il nostro equilibrio fisico e psichico.
Sembra ormai comunemente accettato che il modo in cui conduciamo la nostra vita, le interazioni con l’ambiente esterno e la socializzazione sono elementi che influiscono sulla nostra psiche e persino sul nostro metabolismo e che, per un corretto stile di vita, occorre seguire anche un programma di esercizio fisico. Abbandonare la vita sedentaria vuol dire infatti proteggerci dai rischi di invecchiamento e di mortalità precoce. L’esercizio fisico aerobico assicura tonicità e vigore: migliora il tono del tessuto muscolare, fortifica cuore, arterie, polmoni e porta più ossigeno alle cellule del cervello e dell’intero organismo, prevenendo l’insorgenza di varie malattie.
Per ciò che riguarda poi la nostra componente psichica, occorre ascoltare le proprie emozioni, senza però lasciarsene sopraffare, cercando di vivere “nel tempo presente”, in maniera consapevole, qualificando con la massima presenza di sé ogni atto della vita quotidiana: dal lavoro agli impegni famigliari, dalla vita di coppia alle relazioni sociali. E per vivere con tranquillità, dovremmo comportarci come se la nostra vita fosse il letto di un fiume, che permette a tutto ciò che è “superficiale” di essere e scorrere, senza che le nostre “profondità” ne siano travolte.
Ma è soprattutto un buon regime di alimentazione ad essere essenziale per il corretto funzionamento dei nostri organi, per la crescita ed il mantenimento dell’organismo, per un ottimale livello di efficienza fisica e mentale, per la capacità reattiva del nostro sistema immunitario, per la prevenzione delle malattie e la capacità di riparazione dei danni. Non daremo qui indicazioni di diete da seguire o di complicati sistemi di calcolo delle calorie, ma faremo solo una importantissima precisazione sulla ripartizione del fabbisogno energetico giornaliero: indipendentemente da quale scopo stiamo perseguendo attraverso l’impostazione della nostra alimentazione (ad es. diminuzione, mantenimento o aumento del nostro peso o della massa corporea), non dobbiamo mai dimenticare che il totale delle calorie a noi necessarie deve essere dato per il 50-60% da carboidrati (zuccheri e amidi), per il 25-30% da lipidi (grassi) e solo per il 15-20% da proteine! Quindi non è mai consigliabile una dieta iperproteica (come quelle che spesso vengono suggerite a chi vuole dimagrire o agli sportivi ossessionati dalla necessità di incrementare la loro massa muscolare), perché dannosa per i reni e fonte di squilibrio metabolico.
Altre indicazioni, utili e risapute per un buon regime dietetico, sono quelle di mangiare in abbondanza vegetali (verdure, legumi, frutta) e di seguire la stagionalità dei prodotti, cercando di consumarli il più possibile integrali, cioè non raffinati, e preferendo cibi freschi e poco elaborati, senza aggiunte di prodotti chimici (conservanti, coloranti ecc.), possibilmente ottenuti con processi biologici e naturali. Consumare olio d’oliva extravergine e pochi grassi animali, bere abbondantemente acqua (e non bevande zuccherate). Per dirla con il medico Ippocrate (460-377 a.C.) “ fa che il tuo primo medicamento sia il tuo nutrimento”.
Aver cura del proprio corpo e della propria mente con un corretto stile di vita e nutrirci in modo equilibrato, sono dunque i due pilastri fondamentali del nostro benessere: il vero "elisir di lunga vita".
Coltivare degli interessi, mantenersi attivi fisicamente e mangiare cibi sani è il primo modo per volersi bene. Modelliamo la nostra personalità non soltanto attraverso il pensiero, ma anche attraverso ciò che mangiamo, definendo così quello che siamo. Gli alimenti infatti offrono i loro principi nutritivi al corpo, che li impiega per il metabolismo, e quindi, attraverso il sistema PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico), anche per sviluppare le sue individuali potenzialità creative. E queste vanno ad accrescere quelle dell’organizzazione sociale, in un continuo scambio.
In quest’ottica il cibo può essere visto come il punto di unione tra l’Universo, l’ambiente, la società e l’individuo. E se abbiamo coscienza del fatto che facciamo parte di un Tutto, attraverso infiniti equilibri interdipendenti, riusciamo a riconoscere la sacralità del cibo, in una visione globale del senso dell’esistenza.                         PMP

            

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