Quali speranze? Riflessioni su autorevoli opinioni.


In seguito agli attentati di Parigi, la "profezia" di Oriana Fallaci è tornata di grande attualità, in particolare i passi in cui la giornalista, dopo l’11 settembre 2001, scriveva del "nemico in casa, senza la barba, vestito all'occidentale, e inserito nel nostro sistema sociale”. Dopo i fatti di Charlie Hebdo, a Parigi l'integralismo islamico è tornato a colpire l'Europa , rinfocolando una guerra culturale mai realmente sopita, che oggi monopolizza l’attenzione di tutti, alimentando una rabbia istintiva.
Ma, come sottolineato dallo scrittore-giornalista Tiziano Terzani,  "rabbia e odio non ci aiuteranno a sconfiggere il terrorismo”. Ecco un estratto di una sua lettera alla Fallaci, del 4 ottobre 2001:


Tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non è nella rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare ... O pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c' è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. ... Non arrendiamoci alla inevitabilità di nulla, tanto meno all' inevitabilità della guerra come strumento di giustizia o semplicemente di vendetta ”.


"Mi dica, che cosa spinge l’uomo alla guerra?" chiedeva Albert Einstein nel 1932 in una lettera a Sigmund Freud.
"E’ possibile dirigere l’evoluzione psichica dell’uomo in modo che egli diventi più capace di resistere alla psicosi dell’odio e della distruzione?" Freud prese due mesi di tempo per rispondergli. La sua conclusione fu che c’era da sperare: due fattori - un atteggiamento più civile e il giustificato timore degli effetti di  una guerra futura - avrebbero contribuito a mettere fine alle guerre in un prossimo avvenire. La morte risparmiò a Freud gli orrori della seconda guerra mondiale. Non li risparmiò invece ad Einstein, che divenne per questo un convinto pacifista. Nel 1955, poco prima di morire, rivolse all’umanità un ultimo appello per favorire la sua sopravvivenza: "Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto." (Vedi lettura TeS del mese di Ottobre)

Dunque oggi qual è la speranza per il futuro? Che l’uomo smetta di lasciarsi soggiogare da ideologie distorte e preconfezionate.        Scrive ancora Terzani, in una lettera del 2002 sulla necessità di una piena autonomia di pensiero:


Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa, perché ogni volta, davanti a una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non a una linea politica o alle parole di un testo sacro.


Dalla difficile situazione internazionale di oggi sempre più nasce il bisogno che da ogni parte si metta al centro la Ragione e che si diffondano diritti e valori universali, proclamati non in nome di una religione, di una fede politica o di interessi economici, ma solo ed esclusivamente in nome dell'Uomo. La speranza è proprio che una nuova coscienza crei uomini liberi, non schierati, fortemente consapevoli di appartenere tutti all’Umanità. E per questo occorre ricordarsi sempre di essere uomini e donne capaci di pensare, come scriveva nel 1939 Bertolt Brecht in questi versi intitolati “Generale”:


Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.


Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.


Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.        

 

Auguri di Buone Feste a tutti

da Associazione TeS -Tempo e Spazio

     

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