Storia di una fotografia del Giugno 1946, simbolo della Repubblica italiana

 

Il 2 Giugno 2016 è il 70° anniversario della nascita della Repubblica italiana. Tra le varie immagini del passato che ci parlano di quell’importantissimo momento della Storia degli Italiani, c’è una celebre fotografia che a buon diritto è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo: quella di una ragazza sorridente che sbuca dalla pagina del Corriere della Sera il giorno della proclamazione della Repubblica, nel Giugno 1946.
La foto è stata utilizzata per articoli e libri, mostre e manifestazioni: è una foto-icona di una raggiante donna anonima, che impersona la gioventù e la speranza di un Paese dopo il fascismo e la guerra. Oggi, a settant'anni di distanza, lo splendore di quel sorriso e il significato dello scatto restano, ma l'anonimato non c'è più: quel simbolo ha un nome, un cognome e una storia, che qui proponiamo brevemente.
La foto, pubblicata per la prima volta il 15 giugno del 1946 sulla copertina del settimanale Tempo (fondato nel ‘39 da Alberto Mondadori), è di Federico Patellani, uno dei più celebri fotogiornalisti italiani, che lavorava nella redazione. Nei mesi precedenti, il settimanale aveva parlato pochissimo del referendum monarchia-repubblica del 2 giugno. Solo all’immediata vigilia del voto un editoriale di Tofanelli si schierò per la Repubblica. Dopo una settimana di incertezza sui risultati del referendum, arrivò in edicola la copertina con la famosa fotografia, con l’esplicito titolo “Rinasce l’Italia”.
Per ottenere l’immagine Federico Patellani aveva fatto quarantuno scatti, come si vede dai provini conservati presso il Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo. Alcune immagini ritraggono la donna davanti a un muro coperto di manifesti; in altre legge il giornale; in altre ancora una mano impugna il quotidiano mentre l’altra è sollevata in segno di gioia. Infine la serie con l’idea: il giornale bucato dal quale “Rinasce l’Italia”.
Fino a poco tempo fa non si sapeva dove fossero state scattate le foto. Soprattutto, non si sapeva chi fosse la donna. Ma all’inizio del 2016, dopo aver letto un articolo online che invitava a collaborare per risolvere il mistero, un lettore ha scritto:
“… affinché sia dato giusto onore alla figura sorridente che con il suo volto giovane sbuca dalla pagina del “Corriere della sera” del lontano 1946, vorrei dire che quel volto ha un nome…”. E il nome è quello di Anna Iberti, futura moglie di Franco Nasi (uno dei primi giornalisti de Il Giorno e poi di atre importanti testate).
Anna, che è mancata nel 1997, nel giugno 1946 aveva ventiquattro anni e lavorava nell’amministrazione del quotidiano socialista Avanti!. In seguito lascerà il lavoro, per vivere una vita di madre di famiglia, ma anche di forte impegno sociale.
Il servizio fotografico fu effettuato sulla terrazza dell’Avanti, ma gli scatti dei provini sul tema del Referendum non erano tutti “repubblicani”: ad esempio in uno scatto i giornali murali con i risultati del referendum lasciano intravedere il manifesto “Votate per la monarchia”, con la foto della famiglia reale (Umberto di Savoia, Maria José e i figli) nei giardini del Quirinale. Quella immagine, simbolo dell’Italia monarchica, era anch’essa di Federico Patellani, parte di un servizio realizzato a Roma per la Monarchia, poche settimane prima del voto. D’altra parte proprio l’autore dell’icona della Repubblica era monarchico!
Ma la fotografia di Anna che tutti conosciamo ben rappresenta la svolta nella Storia d’Italia: un’Italia che fu proclamata Repubblica per volere di una maggioranza ottenuta grazie ai voti dei giovani e soprattutto delle donne italiane, che allora per la prima volta furono chiamate a votare.

            

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